Il teatro di Caldarola come teatro di comunità e del territorio. Un punto di partenza che diventa anche un obiettivo per gettare le basi su cui costruire la stagione teatrale 2025-2026 che è stata presentata nella caffetteria della struttura dalla Compagnia teatrale Valenti (che lo gestisce) e dal sindaco Giuseppe Fabbroni.

Rassegne di successo che si intrecciano a novità per grandi e piccini – senza svelare ancora i titoli in cartellone – con la volontà di spogliare il teatro dall’idea di un luogo elitario per evidenziarlo come spazio di incontro e cultura per tutti.

Un cambio di passo che parte in primis dalla comunicazione – con un sito ad hoc per il teatro e pagine social dedicate online da luglio – e il logo realizzato da Francesco Facciolli: «Un’idea – ha spiegato il regista e direttore artistico – che nasce proprio dalla consapevolezza che questo teatro non abbia dediche a grandi artisti, ma è del paese. E in una comunità dove il sisma ha purtroppo tolto tutto, questa struttura rappresenta un punto di riferimento non solo culturale, ma un luogo di incontro, che faccia da collante. Un teatro di comunità». Vision che trova riscontro nella sinergia con gli altri quattro paesi vicini (Belforte del Chienti, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona) che sostengono la longeva rassegna dedicata al dialetto. Sarà la 14esima edizione di Dialettiamoci, infatti, ad aprire la stagione il 18 ottobre, per proseguire fino al 14 dicembre, con una giornata conclusiva dedicata ai giovani: un concorso a cui parteciperanno gli studenti delle scuole del territorio componendo testi o sonetti in dialetto. In questo caso la direzione artistica è del presidente della Compagnia Valenti, Fabio Macedoni.

Torna anche Brillanti a teatro (seconda edizione), diretta da Francesco Facciolli, che debutterà il 18 gennaio fino al 12 aprile. Sarà costituita da pièces comicobrillanti di compagnie provenienti dalle Marche e da tutt’Italia, cercando di coniugare il livello qualitativo con le possibilità di spesa e la capienza del teatro. Una rassegna che sarà sempre accompagnata da una degustazione di prodotti tipici.

La novità è poi il Teatro per ragazzi: «Quattro spettacoli – ha rimarcato Facciolli – distribuiti prevalentemente fra i mesi di dicembre e febbraio, di domenica pomeriggio, accompagnati da una merenda in caffetteria. Una iniziativa che si sposa con l’idea di educare il pubblico più giovane a vivere il teatro non come luogo di nicchia, ma come posto di cultura e divertimento da frequentare con la famiglia».

Da dicembre ad aprile verranno programmati anche cinque appuntamenti musicali.

Nel corso della stagione, nelle giornate di venerdì, saranno organizzati degli incontri con scrittori del territorio, chiamati Caffè letterari, nella Caffetteria del teatro. Un’idea che prende vita dalla consapevolezza che Caldarola, con la perdita della piazza come luogo di incontro a seguito del sisma, abbia la necessità di ritrovare spazi in cui partecipare alla vita sociale del paese, scambiarsi idee e approfondire temi d’attualità, coinvolgendo scrittori ed esperti del territorio.

La stagione 2025-2026 del teatro di Caldarola vede anche nuove sinergie, come ha spiegato Fabio Macedoni: «Non solo abbiamo avviato una collaborazione con l’Accademia Filelfica di Tolentino – ha detto -, ospitando al teatro di Caldarola alcuni eventi dell’associazione di carattere storico, artistico e letterario, talora anche propedeutici a visite guidate, ma al sostegno di realtà che sono ormai di casa per questo teatro, come L’Oro della Terra e Tec di Luca Pelacani, si sono unite nuove forze come quella della Efi di Caldarola e Faltur viaggi di Tolentino. Collaborazioni che permettono di sostenere e diffondere in maniera capillare i nostri eventi ed entrare in contatto con un pubblico sempre nuovo». Presente alla conferenza stampa anche il responsabile della logistica e dell’ospitalità Lorenzo Macedoni. Le conclusioni affidate al sindaco Giuseppe Fabbroni: «Abbiamo deciso di rinnovare per due anni la convenzione con la Compagnia Valenti – ha detto – poiché è un partner che operava già da tempo in questo teatro e per una amministrazione piccola come la nostra è importante avere un partner preparato che ci affianchi. Si tratta di un progetto di lungo periodo che rende il nostro teatro un teatro di comunità e del territorio, consapevoli che sia l’unico dei cinque Comuni ai quali lo rendiamo sempre disponibile. È un luogo per il quale tutti dobbiamo impegnarci per renderlo vivo».