FABRIANO – Investimenti troppo limitati e assenza di un piano industriale chiaro e visibile nei territori; la scelta di un Premio di risultato annuale, giustificata da difficoltà interne, appare in contrasto con le comunicazioni esterne che descrivono un Gruppo solido e in crescita; l’idea di ‘ottimizzazione’ non può tradursi in riduzioni di personale o allungamenti nei tempi di pagamento, in contrasto con l’immagine che Fedrigoni vuole trasmettere all’esterno. Sono alcune conclusioni alle quali i sindacati di categoria Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Ugl-Chimici, sono giunti al termine del confronto – in modalità mista tra Verona e online – con il management del gruppo Fedrigoni, alla presenza dell’amministratore Delegato Marco Nespolo, dei principali responsabili aziendali e dirigenti di funzioni strategiche del Gruppo.


    I sindacati hanno chiesto maggiore trasparenza sulle azioni future, anche alla luce degli impegni sottoscritti presso il Ministero, che si auspica vengano pienamente rispettati. “Disappunto” delle organizzazioni sindacali “per l’intenzione dell’amministratore delegato di smontare e vendere la macchina F3 (produceva la Carta Fabriano Copy2, ndr) nel sito di Fabriano (Ancona)” che invece “potrebbe invece essere mantenuta in funzione e riconvertita per nuove produzioni, contribuendo a preservare capacità produttiva e posti di lavoro”.
    L’Ad Nespolo ha confermato la fase di forte incertezza che continua a caratterizzare il settore della carta, degli autoadesivi e del packaging, in un contesto di mercato instabile e imprevedibile, anche se il Gruppo ha chiuso i primi sei mesi del 2025 con risultati ancora positivi. A questo scenario, le parti sociali hanno avanzato una serie di proposte anche per i siti nelle Marche.


    “In particolare, – sottolinea Uilcom Marche – è stato richiesto che la crescita dei volumi legata alla carta sicurezza, anticipata di circa tre mesi, possa tradursi in stabilizzazioni più rapide, considerato che questa linea produttiva dovrebbe assorbire indicativamente 30 unità”.
    L’Ad ha precisato che “piccoli investimenti verranno comunque effettuati, e che circa il 20% sarà destinato agli stabilimenti marchigiani, con attuazione prevista verso la fine dell’anno. Il business delle carte sicurezza dovrebbe invece partire in anticipo di circa tre mesi, con nuove produzioni che, con ogni probabilità, porteranno a ulteriori stabilizzazioni”