ANCONA – La Corte d’Assise d’Appello di Ancona ha confermato la condanna a in primo grado a 24 anni di carcere per l’omicidio volontario aggravato di Alika Ogorchukwu, il 39enne nigeriano morto soffocato dal 33enne campano il 29 luglio 2022, in pieno centro a Civitanova Marche. A scatenare la violenza lungo corso Umberto I la richiesta di elemosina di Alika a Ferlazzo e alla compagna giudicata dal 33enne
troppo insistente.

La Corte ha respinto la richiesta avanzata dalla difesa di una rivalutazione dell’aggravante dei futili motivi riconosciuta a Ferlazzo in primo grado in relazione alle condizioni psichiatriche del 33enne che soffre di disturbi della personalità. Una richiesta questa avanzata anche dalla Procura che aveva comunque chiesto la riconferma della pena emessa in primo grado. Respinta dalla Corte anche la ricostruzione della linea difensiva per cui la morte di Alika sarebbe avvenuta per  uno shock ipovolemico causato dalla rottura della milza e non per asfissia.


Il Giudice si è però riservato di decidere entro cinque giorni sulla disposizione di una nuova perizia psichiatrica su Ferlazzo richiesta dalla difesa perché le sue condizioni sarebbero incompatibili con il regime carcerario.