L’ultima bolletta è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. “50 mila euro. Così non si può andare avanti. A novembre chiudiamo”. E’ questo il destino dei punti self service della catena Pesce Azzurro sparsi fra Fano, Senigallia, Cattolica e Rimini, che chiuderanno il mese prossimo per affrontare il caro energia ed evitare altre ripercussioni a cascata sull’intera catena. Ad annunciarlo è l’imprenditore e gestore Marco Pezzolesi.

Non sono dunque purtroppo bastate le strategie messe in campo dalla Catena per far fronte alle bollette triplicate come riduzioni di orari, aperture-chiusure programmate e dipendenti a riposo “forzato”. “L’ultima fattura – spiega Pezzolesi è di quasi 50 mila euro e solo per il ristorante di Fano, praticamente in un solo mese un balzo fra il 15-18 per cento rispetto a luglio. Per ottobre aperture solo nei festivi e prefestivi in tutti i ristoranti Pesce Azzurro – annuncia il gestore – ma dal 2 novembre al 2 dicembre tutti i nostri punti saranno chiusi e ripartiremo dal 3 dicembre solo nei festivi e weekend. Contiamo sulle festività natalizie per riprendere con un maggiore afflusso della clientela, ma soprattutto aspettiamo azioni tangibili dallo Stato come contributi e un tetto imposto al prezzo del gas. La chiusura di un mese è per noi una novità rispetto alle passate stagioni, comprese le aperture a singhiozzo nel periodo di pandemia, post primo lock-down. Anche un normale ristoratore o un imprenditore nel settore dell’accoglienza e della ristorazione deve saper ingegnarsi e fare la propria parte, programmando dove possibile anche soluzioni a medio-lungo termine per abbassare il costo dell’energia, non tirandosi indietro di fronte ad eventuali investimenti”.

Occhi puntato ora su Roma, nella speranza che il nuovo Governo metta subito mano al problema bollette e trovi una soluzione che permetta a imprese e famiglie di andare avanti.