Non una semplice cerimonia, ma un racconto collettivo fatto di storie, esperienze e visioni capaci di attraversare i confini. Con la consegna del Premio Inclusione 3.0, ospitato dalla Domus San Giuliano, si è chiusa la nona edizione della Settimana dell’Inclusione promossa dall’Università di Macerata Organizzato in collaborazione con la Società italiana di pedagogia speciale, Fondazione Marche cultura, lo spin off In4In, la Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità e l’Ambito Territoriale Sociale 15.

A guidare la giornata, il giornalista Stefano Buttafuoco, che ha accompagnato il pubblico tra le diverse testimonianze, restituendo il senso di un’iniziativa che negli anni si è affermata come punto di riferimento nazionale per le buone pratiche inclusive.

Il rettore John McCourt ha ribadito il valore concreto e quotidiano dell’impegno inclusivo: “L’inclusione non è un’etichetta, non è un tema da affidare soltanto agli specialisti. È qualcosa che ci riguarda tutti, ogni giorno. Riguarda il modo in cui guardiamo le persone, il modo in cui costruiamo i contesti, il modo in cui un’istituzione sceglie davvero di essere comunità. Non chiede soltanto sensibilità, chiede responsabilità. Non chiede soltanto attenzione, chiede azione”. Ha portato il saluto anche il vescovo Nazzareno Marconi: “L’inclusione richiede tempo di accogliere, aprirsi alla persona che giunge”.

L’iniziativa, ideata da Catia Giaconi, attuale prorettrice di Unimc e presidente della Sociatà Italiana di pedagogia speciale, ha visto assegnare trenta premi suddivisi in cinque sezioni – tematiche che spaziano dalla scuola al lavoro, dalla cultura allo sport – e tre Premi Speciali. Tra i riconoscimenti speciali, il libro “Scomodo. Il mio percorso a ostacoli” di Tommaso Fanucci, capace di interrogare criticamente i contesti educativi, e “Haron, il passaggio di una stella cometa” di Rita Perticarari, racconto intenso che invita a riconoscere il valore delle esistenze più fragili.

A conquistare il cuore e il premio speciale del pubblico è stato il progetto “Rise. Rafforzamento dell’Inclusione e dei Servizi per l’Empowerment dei minori con disabilità”, promosso da EducAid nella Striscia di Gaza per realizzare ausili tecnologici per minori con disabilità, basandosi su un modello di empowerment che vede protagonisti professionisti con disabilità e che ha già raggiunto oltre 1.500 beneficiari solo negli ultimi 12 mesi.  Toccante la testimonianza di Yousef Hamdouna, program manager per il Medio Oriente: “Sono i professionisti che operano in prima linea i veri eroi, i veri protagonisti, che dopo la distruzione del centro, delle loro case. Hanno perso tutto ma non la voglia di andare avanti. Nonostante tutto sono riusciti a prendersi cura dei loro pari ma anche di tante persone e famiglie senza disabilità in un modello di empowerment che ha mostrato come anche in uno dei contesti più terribili al mondo si riesce a mettere al centro l’azione umanitaria e le persone. Grazie perché resistete, perché esistete e perché, nonostante il vostro dolore, siete capaci di insegnarci ad essere e restare umani”. Con lui, il direttore generale Riccardo Sirri: “Siamo una realtà piccola, sostenuta da poche risorse private, ma capace negli anni di mobilitare tante persone attorno a un impegno condiviso. Il sostegno non è mai abbastanza, ma lo dico sapendo che qui oggi in questa aula ci sono tante associazioni ugualmente meritevoli, siamo tutti nella stessa barca”.

Un altro momento simbolico è stato la consegna al rettore di una maglietta personalizzata Unimc-Skizzati, costola di un progetto dell’Anffas che sarà in vendita nello shop di Tuttoincluso.

Nella sezione culturale, progetti come Ultraleggibili e ArteMIA hanno sperimentato nuovi linguaggi di accesso al patrimonio, mentre iniziative come RI-SCOPRIAMOCI e il Totem Sensoriale hanno reso l’esperienza museale multisensoriale e condivisa. Il servizio Focus-Psi dell’Università di Perugia ha mostrato come il benessere psicologico possa diventare un diritto accessibile, mentre il progetto della Fish e l’esperienza dell’Università di Torino con “Elisabetta” hanno posto al centro l’autodeterminazione e la partecipazione alla vita accademica.

Nella sezione dedicata alla vita indipendente e al lavoro, esperienze come “Un sogno che lievita” e Mad in Naples hanno dimostrato come l’inclusione possa tradursi in opportunità produttive e dignità professionale, affiancate da modelli istituzionali come quello del Friuli Venezia Giulia sull’abitare inclusivo e da strumenti innovativi come il portale “Vacanza Tutto Incluso”.

La scuola si conferma laboratorio privilegiato di innovazione, dai percorsi di autonomia domestica di “A scuola di vita” all’introduzione della Comunicazione Aumentativa Alternativa con Supercaapaci, fino ai modelli multisensoriali e partecipativi sviluppati in diversi contesti educativi.

Spazio anche alle arti e allo sport, con progetti come “Palcoscenico aperto”, che trasforma il teatro in esperienza pedagogica, e le squadre integrate di rugby e basket, fino alle esperienze di welfare sportivo come la Lube Academy.

A chiudere il quadro, il Premio internazionale assegnato all’Università Istanbul-Cerrahpasa per il progetto Tele e Ims, che utilizza piattaforme digitali per costruire ambienti di apprendimento personalizzati e inclusivi.

Un momento simbolico ha accompagnato la cerimonia con la consegna al rettore di una maglietta nata dalla collaborazione tra Università di Macerata e Skizzati, personalizzata con i disegni realizzati dai ragazzi e dalle ragazze dell’Anffas.

La cerimonia conclusiva ha restituito il senso più profondo della Settimana dell’Inclusione: un percorso promosso dall’Università di Macerata che, anno dopo anno, trasforma il confronto in azione e la riflessione in pratica, riaffermando il ruolo dell’università come comunità capace di generare cambiamento reale e creare ampie reti di cocreazione di valore.