ANCONA – “Il Comitato Tecnico Scientifico regionale su fibromialgia e sensibilità chimica multipla avrà il compito di predisporre le linee guida per le terapie e la presa in carico dei malati e di predisporre la formazione e l’aggiornamento professionale del personale: visto il suo ruolo determinante, con apposita Dgr abbiamo delineato i criteri e le sue modalità di costituzione e funzionamento” lo spiega l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini – “il consiglio regionale infatti aveva stabilito di modificare la legge Regionale n. 38/2017 introducendo questo organo strategico. Abbiamo voluto inoltre creare due registri per le patologie, individuando due strutture distinte di riferimento per i malati”.

La fibromialgia è una sindrome che si caratterizza per dolore muscoloscheletrico diffuso e affaticamento, colpisce circa 30 mila marchigiani. La Sindrome da sensibilità chimica multipla è un disturbo cronico di reazione all’esposizione a sostanze chimiche, a livelli inferiori rispetto a quelli generalmente tollerati e si stima che il 4-6% della popolazione abbia una sensibilità grave. “Si tratta di patologie diverse tra loro, quindi ci è sembrato giusto e opportuno fare una distinzione” prosegue Saltamartini.

Il Comitato sarà presieduto dal Direttore del Dipartimento Salute della Giunta regionale o suo delegato, e composto da: un esperto in Medicina Interna, un Algologo, un Reumatologo, un Neurologo, un Fisiatra, uno Psichiatra, uno Psicologo-Psicoterapeuta, un Otorinolaringoiatra, un Immunologo, il Direttore del Dipartimento di Prevenzione, designati dalla Direzione Generale di ciascuno dei 7 Enti del Sistema Sanitario Regionale (le cinque AST, l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche e l’INRCA).

Ci saranno inoltre: almeno 1 rappresentante delle società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie, operanti sul territorio, che si occupano della ricerca sulle patologie e cinque rappresentanti di enti del terzo settore iscritti al relativo Registro, impegnati nel sostegno alle persone affette dalle patologie.

“Queste patologie fino ad un passato recente non erano neppure riconosciute: ora ci avviamo ad avere percorsi di diagnostica e presa in carico – conclude l’assessore -un passo avanti significativo per i malati”.