Ancona – Ci sono luoghi nei quali lo sport smette di essere soltanto competizione e diventa incontro, relazione, appartenenza. È da questa consapevolezza che nasce il progetto promosso dall’A.S.D. Dorica Rugby APS-ETS, dedicato allo sport e alla disabilità e pensato come occasione di inclusione, autonomia e socialità.

L’iniziativa punta a fare del rugby uno strumento capace di andare oltre il campo da gioco, creando uno spazio nel quale ragazze e ragazzi possano vivere un’esperienza sportiva, stringere relazioni, sviluppare fiducia e sentirsi parte di una squadra. Un percorso che coinvolge direttamente i giovani, ma che guarda anche alle loro famiglie, nella convinzione che l’inclusione autentica passi dalla costruzione di una comunità capace di ascoltare e sostenere.

A coordinare il progetto è la consigliera Silvia Fattorini, Presidente della V Commissione (pubblica istruzione e disabilità nei servizi educativi, politiche comunitarie, famiglia, sport, tutela dei consumatori e tutela degli animali), delegata del Comune di Ancona per le attività di inclusione e per i servizi educativi di pre e post scuola in ambito extrascolastico e oratoriale. Un impegno che Fattorini vive anche attraverso la propria esperienza personale di genitore.

«Parlo certamente come consigliera, ma prima ancora come genitore. So quanto sia importante per una famiglia incontrare persone capaci di ascoltare, accogliere e condividere un cammino. Quando si parla di disabilità non è sufficiente offrire un’attività: occorre costruire intorno alle persone una rete di relazioni, capace di far sentire ogni famiglia compresa, sostenuta e, soprattutto, mai sola».

È questo il cuore del progetto che vedrà la sua fase attuativa nei mesi di settembre-ottobre 2026: utilizzare lo sport per abbattere le distanze e creare opportunità di incontro. Il rugby, in particolare, porta con sé valori che si sposano naturalmente con questa visione: rispetto, collaborazione, fiducia, spirito di squadra e capacità di valorizzare ogni componente del gruppo.

«Il rugby custodisce valori che vanno ben oltre il campo: il rispetto dell’altro, la collaborazione, la fiducia e soprattutto la consapevolezza che si avanza insieme. Perché una squadra è davvero tale quando sa riconoscere il valore di ciascuno e non lascia indietro nessuno. Vedere un ragazzo entrare in campo e una famiglia sentirsi finalmente parte di qualcosa credo sia uno dei risultati più belli che possiamo raggiungere».

L’obiettivo è quindi costruire un ambiente nel quale ogni ragazzo possa trovare il proprio spazio, divertirsi, crescere e fare amicizia, mentre le famiglie possano sentirsi parte di una rete e non ai margini. Un approccio che considera la disabilità non come un limite, ma come una dimensione che può essere accolta e valorizzata all’interno della comunità.

«Desidero ringraziare l’A.S.D. Dorica Rugby APS-ETS e il suo presidente Quinto Pecci per il lavoro portato avanti e per aver creduto nella forza dello sport come strumento di inclusione. Come genitore, prima ancora che come amministratrice, credo profondamente che nessuna famiglia debba sentirsi ai margini e che ogni bambino e ogni ragazzo debba poter trovare un luogo nel quale divertirsi, crescere, fare amicizia e sentirsi, semplicemente, parte della squadra».

Il progetto rappresenta così un esempio concreto di come lo sport possa diventare un punto di riferimento per il territorio, generando non soltanto attività, ma anche relazioni, fiducia e nuove occasioni di partecipazione.

Il sostegno di Generali – Agenzia di Viale della Vittoria 35, Ancona

A rendere possibile il progetto contribuisce il sostegno di Generali – Agenzia di Viale della Vittoria 35, Ancona, che ha scelto di affiancare concretamente anche questa iniziativa. Un supporto che si inserisce in una visione di attenzione al territorio e alle persone, traducendo la sensibilità verso i temi dell’inclusione in un contributo concreto a un progetto dal forte valore sociale.

«Ringrazio in modo particolare l’Agenzia Generali di Viale della Vittoria 35 per la sensibilità con cui ha saputo comprendere e sostenere il valore di questo progetto. Dietro un contributo economico, quando nasce da una scelta consapevole, c’è qualcosa di più importante: c’è la volontà di prendersi cura della propria comunità».

Silvia Fattorini