Il ricordo di Alessandro Maggini vive nella testimonianza di sua sorella Vera. Non lo conobbe mai. Se non tramite i racconti dei suoi genitori. Suo fratello, giovane studente e partigiano di vent'anni, fu fucilato dai nazifascisti il 6 febbraio 1944 nell'eccidio di Ostra. Lei, racconta, nacque 11 mesi dopo "in un'Ancona già liberata".
"Mio fratello? Un primo della classe. Generoso, altruista, intelligente", confessa Vera. Famiglia di operai del capoluogo, la loro. Tra studio e lavoro, Alessandro iniziò a collegarsi con gli ambienti antifascisti marchigiani. Nella clandestinità. Dopo l'armistizio fu nominato commissario politico. Nome di battaglia, Doro. Diede la vita per la Resistenza.
"Il mio rammarico più grande è non averlo conosciuto – spiega la sorella -. Ma se potessi incontrarlo oggi gli direi che sono orgogliosa di lui. Il suo sacrificio, per la nostra libertà". A 80 anni dalla Liberazione dell'Italia dal nazifascismo, la storia di Alessandro Maggini.


