ROMA – Vertice fiume oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy per la Beko per capire, tra gli altri, il destino occupazionale dei siti di Comunanza e Fabriano in relazione agli investimenti previsti dall’azienda.Per quanto riguarda il sito ascolano di Comunanza che inizialmente rischiava la chiusura, sventata questa ipotesi secondo quando riferito dal ministro Urso dopo la missione in Turchia, dove c’è stato l’incontro con i vertici della proprietà Arcelik. Dunque per quest’ultimo sito  la Direzione di Beko ha disegnato uno scenario di continuità produttiva, ma con la presenza di 80/100 esuberi su un totale di 320 occupati; verrebbero dismesse le lavatrici slim, nonché le lavasciuga e le lavatrici di bassa gamma; la concentrazione sulla alta gamma porterebbe la produzione da 630 mila a 430 mila pezzi annui; sono previsti 15 milioni di euro di investimenti. Per quanto concerne Melano, la Direzione di Beko ribadisce i 68 esuberi; sarebbero confermate tutte le attuali gamme di prodotto ed anzi è in studio la possibilità di aggiungere un nuovo modello; gli investimenti complessivi ammontano a 62 milioni di euro. Fanno sapere i sindacati dei metalmeccanici:  “Giudichiamo i cambiamenti al piano industriale e le posizioni di Beko ancora insufficienti, poiché non trovano una soluzione per tutte le fabbriche e le divisioni impiegatizie, non garantiscono investimenti idonei a rilanciare le produzioni italiane e valorizzare al meglio gli enti di ricerca e sviluppo prodotto, qualità, prevedono soluzioni organizzative non condivise e implicano un numero molto alto di esuberi. Con l’obiettivo di scongiurare chiusure e licenziamenti proseguiremo il negoziato presso Ministero delle Imprese e del Made in Italy i giorni 27 febbraio, 14 e 18 marzo”.