Mille Vigili del Fuoco al lavoro tra le macerie già nelle prime ore, sei elicotteri per raggiungere i centri rimasti isolati, poi per mesi una media di 1.300 uomini e donne impegnati ogni giorno nelle zone terremotate. A dieci anni dal sisma del Centro Italia, i numeri raccontano una delle più grandi operazioni di soccorso mai affrontate dal Corpo nazionale.

Erano le 3.36 del 24 agosto 2016 quando la terra tremò, devastando Amatrice, Accumoli e numerosi comuni tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.

Dal salvataggio delle persone alla messa in sicurezza degli edifici e del patrimonio artistico, fino al recupero nelle case inagibili di beni anche piccoli, ma carichi di valore e di memoria per chi aveva perso tutto. Un lavoro proseguito per mesi, con squadre ordinarie, team USAR, unità cinofile e tutte le componenti specialistiche del Corpo.

Quell’emergenza segnò anche un momento di svolta per il soccorso tecnico urgente. Per la prima volta in un’emergenza sismica di tale portata furono impiegati i droni, per realizzare mappature aeree dei centri colpiti, documentare i danni agli edifici e supportare le operazioni sul campo.

Il bilancio finale restituisce la dimensione dell’intervento: 215mila operazioni di soccorso e 297 persone salvate. Le vittime furono 299.

Un’emergenza nazionale che vide arrivare uomini e mezzi da tutta Italia. Eroi di ogni giorno, impegnati prima a salvare vite e poi, per mesi, a mettere in sicurezza territori e comunità e a recuperare, insieme agli oggetti, frammenti della vita rimasta sotto le macerie.