ROMA – È brutale e, pare, senza appello il piano industriale presentato oggi da Beko nell’incontro tenutosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La multinazionale turca ha difatti dichiarato la chiusura delle fabbriche di Comunanza, di Siena, il ridimensionamento della fabbrica di Cassinetta, della chiusura della ricerca e sviluppo di Fabriano e più in generale tagli in tutti i siti e gli uffici italiani per un totale di 1.935 esuberi su 4.440 occupati.

Più in particolare il piano di Beko prevede le chiusure entro fine 2025 della fabbrica di congelatori di Siena e di quella di lavatrici di Comunanza, con la progressiva cessazione delle produzioni. A Cassinetta il piano prevede solo 3 linee produttive sulle attuali 5 di frigoriferi con 541 esuberi. In ottica marchigiana gli esuberi a Melano sarebbero 66 a Comunanza 320. Di fronte a ciò – dicono cgil, cisl e uil – il Governo deve esercitare subito quella golden power che nei mesi scorsi si è vantato di avere inserito a protezione dei lavoratori nella fase di cessione di Whirlpool Emea a Beko. Come sindacato dichiariamo immediatamente lo stato di mobilitazione in tutti gli stabilimenti. Il tavolo è riconvocato per il giorno 10 dicembre alle ore 14.

Sul piano della multinazionale si è espresso anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: “Il piano industriale proposto oggi da Beko Europe, che sembra prevedere anche la chiusura dello stabilimento di Comunanza, è inaccettabile, irricevibile e assolutamente non sostenibile. L’azienda deve ripensare le proprie intenzioni strategiche. La Regione condivide e sostiene l’orientamento del Mimit di esercitare il golden power per tutelare l’occupazione”.