Una lezione di memoria e legalità, nel ricordo di Emanuela Loi e di tutte le vittime della mafia. Alla Mole Vanvitelliana di Ancona studenti e agenti della Polizia di Stato hanno partecipato questa mattina a una conferenza-spettacolo dedicata alla giovane poliziotta uccisa nella strage di via D’Amelio insieme al giudice Paolo Borsellino e agli altri componenti della scorta.
L’iniziativa, organizzata dalla Questura di Ancona in collaborazione con il Comune e la Camera di Commercio delle Marche, ha coinvolto gli studenti degli istituti Savoia Benincasa, Volterra Elia e del Liceo Artistico Mannucci, oltre a numerose donne e uomini della Polizia di Stato. L’appuntamento era stato inizialmente previsto nel luglio scorso, nel periodo delle commemorazioni della strage di via D’Amelio.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti del prefetto Maurizio Valiante e del sindaco di Ancona Daniele Silvetti. Il primo cittadino ha ringraziato il questore Cesare Capocasa, prossimo alla quiescenza, e la Polizia di Stato per il lavoro svolto quotidianamente sul territorio, rivolgendosi poi ai ragazzi e ai loro docenti per l’attenzione dedicata alla memoria delle vittime della mafia e alla cultura della legalità.
Silvetti ha ricordato anche il murale realizzato dagli studenti del Liceo Artistico Mannucci per le scuole Falcone e Borsellino, in piazza Salvo d’Acquisto, che pone al centro proprio le figure dei due magistrati simbolo della lotta a Cosa Nostra.
Il sindaco e il questore hanno ripercorso alcuni dei passaggi più drammatici della guerra di mafia, a partire dagli anni successivi al maxiprocesso di Palermo, che portò alla sbarra centinaia di imputati e segnò una svolta nella risposta dello Stato a Cosa Nostra. Una stagione nella quale le istituzioni ottennero risultati fondamentali, pagando però un prezzo altissimo in termini di vite umane.
Capocasa ha dedicato parole particolarmente sentite alla figura di Emanuela Loi, agente sarda di appena 24 anni, prima donna della Polizia di Stato a morire in servizio in una scorta. Una giovane donna con progetti, sogni e una vita davanti, spezzati il 19 luglio 1992 nell’attentato di via D’Amelio.
Proprio la sua storia è stata al centro del monologo “Io, Emanuela”, interpretato dall’attrice Laura Mantovi e rappresentato negli anni in Sicilia e in numerose città italiane. Capocasa ha voluto portare lo spettacolo anche ad Ancona, nella fase conclusiva del suo incarico alla guida della Questura, per la forza della sua testimonianza e per la capacità di parlare soprattutto alle nuove generazioni.
Nel silenzio dell’Auditorium, il racconto ha ripercorso la vicenda attraverso gli occhi della giovane agente, dalla sua vita quotidiana alla crescente consapevolezza dei rischi legati al servizio di scorta. Un modo per raccontare il coraggio non come assenza di paura, ma come capacità di affrontarla e tenerla sotto controllo.
Alla rappresentazione è seguito un altro momento particolarmente intenso: l’esecuzione di “Pensa” di Fabrizio Moro, interpretata dall’Assistente Capo Coordinatore Andrea Polverini. Un brano dedicato alla lotta contro la mafia e alla scelta individuale di sottrarsi alla violenza e alle logiche criminali.
Ad accompagnare l’intera mattinata sono state le immagini della stagione più sanguinosa dell’offensiva mafiosa: la strage di via D’Amelio, i volti degli uomini delle scorte, dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa e delle tante vittime – appartenenti alle forze dell’ordine, operatori della giustizia, imprenditori e cittadini – cadute nella lunga guerra contro la criminalità organizzata.
Per il questore Cesare Capocasa l’appuntamento ha assunto anche un significato personale. Prossimo alla quiescenza, ha scelto uno degli ultimi momenti pubblici del suo incarico ad Ancona per rivolgersi ai giovani e ribadire il valore della memoria, della responsabilità e del servizio allo Stato. Un’occasione anche per salutare la città dopo gli anni trascorsi alla guida della Questura di Ancona.


