ANCONA – Nel secondo trimestre 2026 la stima degli occupati nelle Marche si attesta a 651mila unità, circa meno 3mila unità (-0,4%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo attestano i dati Istat, elaborati da Ires Cgil Marche, nel secondo trimestre 2026. La diminuzione dell’occupazione, secondo l’analisi, è totalmente imputabile agli autonomi (-38 mila, -25,1%), un calo compensato dall’aumento dei dipendenti +35mila unità (+7%). Sale il tasso di occupazione al 67,8% e cala quello di disoccupazione al 4,9%.
Segnale positivo dai disoccupati -8mila unità (-19,2%): tra loro la flessione coinvolge in misura maggiore la componente femminile (-7 mila, -32,0%). Rimangono stabili, invece, gli inattivi in età da lavoro (15-64 anni), che si attestano a 261mila unità (+0,2%).
Tra i macrosettori l’industria marchigiana registra un calo di 5mila occupati (-2,6%), 7mila dipendenti in meno nelle costruzioni, in flessione anche il comparto del commercio, alberghi e ristorazione (-4,4%). Aumentano, invece, l’agricoltura (+3mila unità, +34,8%) e il macro-comparto degli “altri servizi” (+12 mila, +4,5%). A livello di genere, l’aumento occupazionale della componente maschile (+11 mila unità, +3,1%) non riesce a compensare la perdita delle occupate donne (-13 mila unità, -4,4%, tasso occupazione sceso al 61,4%).
“Siamo in un sistema industriale in forte contrazione dove – commenta Eleonora Fontana, segretaria Cgil Marche – sono le donne a pagare il prezzo quasi esclusivo della crisi. La Regione dovrebbe partire dal potenziamento dei servizi pubblici e prevedere misure che favoriscano la genitorialità condivisa”.



