FERMO – “Se fosse vero che le Marche e l’Italia sono state e sono retrovia e resort di militari dell’esercito israeliano che sta massacrando migliaia di civili Gaza e in Cisgiordania a risponderne devono essere i governi nazionale e regionale”. Così la sezione anconetana dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) che chiede spiegazioni alle istituzioni sulle vacanze nelle Marche dei soldati dell’esercito israeliano (Idf).
La presenza dei militari sul territorio regionale è stata riscontrata tra il 2024 e l’inizio del 2025. In particolare avrebbero trascorso un periodo di vacanza tra il fermano e Porto San Giorgio pernottando in alloggi privati. Un viaggio per periodi di ferie o di cosiddetta decompressione, ovvero pause dallo stress dovuto ad intensi periodi di combattimento. A monitorare la loro presenza uomini della Digos proprio perché – spiegano fonti informate – ritenuti obiettivi sensibili in considerazione del conflitto nella Striscia e delle mobilitazioni pro Palestina.
La vicenda ha suscitato la critica di numerose forze politiche a cominciare dal Movimento 5 Stelle. La senatrice Alessandra Maiorino ha annunciato un’interrogazione urgente al governo, chiedendo se esistano accordi con il governo israeliano, e se le istituzioni italiane abbiano un ruolo nella vicenda. “Pensavamo che il turismo nelle Marche dovesse essere potenziato con gli stranieri, sì, ma con famiglie e visitatori da tutto il mondo per compensare il calo degli italiani penalizzati dalla crisi economica. Non certo con i militari israeliani troppo stressati dal fatto che, seguendo gli ordini di Netanyahu, stanno compiendo un genocidio”. Ha commentato l’on. Giorgio Fede, coordinatore regionale del M5s Marche.
Il Partito comunista italiano (Pci) delle Marche ha chiesto la sospensione dei rapporti della Regione con Israele “fino al rispetto del diritto internazionale”. Lo fa attraverso una petizione che propone il riconoscimento dello Stato di Palestina e lo stop alle collaborazioni culturali, accademiche e turistiche con istituzioni israeliane.




