Il Partito democratico torna all'attacco sul caso Atim, lo fa con in mano gli atti della commissione nominata dalla giunta regionale proprio per fare chiarezza sull'attività svolta dall'Agenzia per il Turismo e l'Internazionalizzazione della Regione Marche sotto la gestione di Marco Bruschini fra luglio 2022 e luglio 2024.
Ciò che emerge è una "diffusa approssimazione nella gestione amministrativa delle procedure", con "atti spesso carenti/mancanti di elementi": mancano ad esempio i contributi all'Autorità anticorruzione che dovrebbe ricevere il pagamento di un'imposta per tutti gli affidamenti sopra i 40mila euro, ma mancano a volte anche le firme, come quella dimenticata nel contratto stipulato con l'ex CT della Nazionale Mancini come testomonial della Regione Marche, per non parlare poi di tutti i piccoli appalti e gli affidamenti sotto soglia spacchettati per evitare di dover ricorrere alla procedura di gara.
Un report che evidenzia dunque criticità ma che non va però a fondo, secondo il PD su questioni di primaria importanza, a partire dal caso Aeroitalia, nel quale la commissione non indaga oltre, prendendo atto della pendenza di un giudizio civile dinanzi al Tribunale di Roma. Un relazione lacunosa, spiegano in consiglieri dem, "prodotta da una commissione in pieno conflitto di interessi". Il PD, che chiede dunque di nuovo a gran voce una commissione d'inchiesta sull'operato di Atim, è pronto a riportare la questione in consiglio regionale. Il 15 aprile in aula chiederà di nuovo l'abrogazione dell'ente.


