I veri conflitti stanno dentro di noi

Come le guerre del mondo rispecchiano le nostre guerre interiori

In una recente puntata di questa rubrica, intitolata “Anche tu sei in conflitto con la bilancia? Come il cibo può essere un alleato o un nemico per la nostra salute psicofisica ” abbiamo compreso come spesso il nostro peggior nemico possiamo essere noi stessi. Le minacce, i nemici fuori, ivi compreso il cibo, sono solo un barlume di quello che abbiamo dentro e di come noi ci poniamo di fronte ad esso.

Vale per le piccole cose del quotidiano, il cibo, un biglietto della lotteria, una volta ogni tanto, un partner amato, ma non sempre conciliante, un figlio apparentemente ribelle e fuori dalle righe, così come per quelle più grandi.

Abbiamo tanto da imparare osservando e ascoltando ciò che è diverso da noi, che non incontra le nostre aspettative, desideri, bisogni, necessità, punti di vista, se solo siamo disposti a compiere un passo indietro, ad abdicare, almeno per un istante dalla nostra prospettiva giudicante, moralista, ideologica, intransigente.

In realtà, spesso siamo talmente in contraddizione, conflitto, dubbio, contrasto dentro noi stessi e con noi stessi che quello che vediamo e viviamo fuori diventa un facile e immediato capro espiatorio, un espediente di turno, variabile di volta in volta, su sui riversare il nostro astio, rancore, dissenso, dissapore, o, al limite, vera e propria opposizione o guerra.

Accade nel piccolo, col partner, in famiglia, tra amici, a scuola, nei contesti politici, in quelli istituzionali, e via via a catena in ambienti sempre più ampi e influenti per la risonanza sociale, di influsso e potere che questi esercitano.

Se e come è possibile creare un contesto maggiormente pacifico, sereno, conciliante, costruttivo dentro di noi e, di riflesso, per esteso, concretizzarlo anche fuori di noi?

Lottare per una presunta pace fuori può diventare l’ennesima guerra che intavoliamo contro qualcosa, qualcuno, a partire da noi stessi. Dentro di noi c’è sempre un nemico da combattere, una parte, più o meno ampia, che conosciamo poco, che ci spaventa, ci inquieta, ci preoccupa, ci scuote, ci mette in ansia, perché non sappiamo se, dove, come, come, quando potrà intervenire e dove ci condurrà.

La consapevolezza di sé, dei propri istinti, emozioni, sentimenti, sensazioni, zone oscure, oltre che semplicemente i nostri pensieri, idee, convinzioni, valori ci può aiutare in questo percorso di costruzione attiva della pace. Dentro. E fuori.

Dal concreto. Dal quotidiano. Qui, ora.

Non come ideologia. Non chissà dove. Non chissà quando.

Ora.

Tutti, ciascuno.

In prima persona.

* Cosa è un conflitto

* Quando il conflitto è dentro di noi

* Quando il conflitto diventa una malattia

* Da dove nasce il conflitto, dentro e fuori di noi

* Come trovare soluzione al conflitto

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In ognuno di noi c’è un altro essere

che non conosciamo”

C.G. Jung

Cosa è un conflitto

Il conflitto è una situazione che si verifica tra due forze psichiche di intensità più o meno uguale, di opposta direzione, che si manifestano in contemporanea.

I conflitti possono verificarsi tra individui, tra individui e gruppi, in un singolo individuo, in modo conscio o inconscio, manifesto o latente.

Essi possono essere di vario tipo, morale, etico, sessuale, religioso, politico, affettivo-relazionale, di immagine di sé, interpersonale.

Essi si innescano nel momento in cui vi è una opposizione tra ciò che si SA e ciò che si SENTE.

Si perpetrano perché ci si ostina a credere che sia necessario vero, immutabile, certo ciò che assume la ragione, che non segue sempre il sentire, che invece è molto più aleatorio, incerto, circostanziale, non deterministico, non controllabile, non prevedibile.

I conflitti innescano un senso di disagio, difficoltà, le scelte sono messe continuamente in discussione, diventano difficili da attuare. Si affacciano bisogni, desideri, necessità, obiettivi contrastanti a volte molto ardui da conciliare. Si intersecano con frustrazioni, desideri, aspirazioni, esigenze insoddisfatte, che sussistono, ma non sono compatibili gli uni con gli altri.

Quando il conflitto è dentro di noi

Ognuno di noi ha una parte di sé, che in genere è molto più ampia di quello che si crede, che non conosce, che è inesplorata, ignota, oscura, e come tale affascinante, ma spaventosa, imprevedibile, incontrollabile.

E’ l’inconscio. E pare che sia, in realtà, la parte predominante e più ampia della nostra esistenza psichica. Sembra essere quella che ci guida, ci orienta, ci indirizza, nel sentire e nell’agire, anche se ne siamo poco consapevoli.

Tra ragione e emozione, logica, sensazione, intuito, sentimento possono a volte scaturire delle vere e proprie guerre interiori fortemente dolorose, laceranti e all’apparenza senza soluzione.

I conflitti intrapsichici sono più frequenti di quello che crediamo, dentro ciascuno di noi, ogni istante, anche se non sempre ce ne rendiamo conto. Dal semplice essere tentati da una bella pastarella alla crema vista in una lussuosa pasticceria, che però mal si concilia con i nostri buoni propositi di dieta ferrea, al dilemma più ostico se tradire il partner, anche solo per una notte, al dubbio atroce se ricorrere al pulsante rosso di lancio di un missile su una città.

Le dinamiche interiori, nel piccolo, come nel grande, sono le medesime.

Portato in condizioni estreme, ciascuno di noi abbia una quota di inconoscibilità, imprevedibilità, oscurità che a priori non può prevedere che esito potrà fare scaturire. Nessuno.

Siamo noi i primi guerrafondai, nemici, belligeranti. Di noi stessi. Del prossimo. Del mondo.

Se solo ne fossimo anche solo vagamente consapevoli, forse, potremmo cominciare ad essere più morbidi, attenti, compassionevoli, solidali, comprensivi, concilianti, pacifici.

Quando il conflitto diventa una malattia

Portato all’estremo ogni conflitto intrapsichico può diventare una forma di nevrosi. Nessuno può dirsi immune. Non esiste vaccino in tal senso.

Anche se i conflitti dentro di noi non sono sempre consapevoli e manifesti a livello mentale ed emozionale, talora possono esplicarsi con sintomi corporei, oppure come azioni agite all’esterno fortemente ostili, belligeranti, violente.

E’ come se una parte delle nostra personalità fosse interprete di un nostro profondo disagio interiore che non riesce a emergere dalla inconsapevolezza. C’è una parte di noi che rivendica bisogni, aspettative, desideri, necessità, sogni, pretese e un’altra che si oppone strenuamente.

Quando il disagio, il dolore, l’insofferenza che scaturiscono da questo conflitto interiore tra forze inconciliabili non trovano sbocco positivo, costruttivo, creativo, si trasformano in impeto distruttivo, verso noi stessi, il prossimo, il mondo.

Si manifestano in sintomi psicosomatici, ansia, depressione, inquietudine, rabbia, nervosismo, preoccupazione, paura, aggressività, sarcasmo, acredine, violenza, fisica, emotiva, verbale.

Da dove nasce il conflitto, dentro e fuori di noi

Giunti a questo punto abbiamo capito come una parte oscura, inconscia, influisce, condiziona, indirizza la nostra esistenza, molto più di quello che si possa immaginare.

Anche se non ce ne rendiamo conto espressamente, dentro di noi sussiste una vaga sensazione di incontrollabilità, imprevedibilità, inconscibilità che può spaventare, e, al limite determinare la ben nota angoscia esistenziale a cui ciascuno trova un rimedio per sé consono pur di sfuggirla.

Logica, ragione, emozione, simbolico si intrecciano e intersecano e difficilmente riescono a venire a patti, se non magari in modo provvisorio, circostanziale, insoddisfacente.

L’inconscio è il nostro vero padrone, che ci piaccia o meno. Esso non conosce bene né male, giusto né sbagliato. Solo la mente razionale ha questa cognizione. In realtà, contrariamente a quello che ci è stato inculcato a livello sociale, culturale, educativo volere NON è potere.

Fin da piccoli apprendiamo schemi, modalità, abitudini, consuetudini, tradizioni, valori che siamo per certi versi spinti costantemente a ripetere in seguito. Giusti o sbagliati che siano, funzionali o non al nostro e altrui benessere.

E’ logica del “così si è sempre fatto”.

Come trovare soluzione al conflitto

La soluzione ad ogni conflitto – che si manifesti, almeno alla apparenza, esclusivamente fuori, oppure dentro, ma in realtà sempre compresenti – interiore o esteriore, è in ogni caso dentro di noi. Non fuori. Dentro.

Anche e soprattutto nei frangenti in cui puntiamo il dito verso l’altro, lo giudichiamo, lo accusiamo, lo biasimiamo, c’è sempre qualcosa che fa eco e risuona nel nostro intimo. Quello che vediamo fuori è sempre, almeno in parte, anche riflesso e barlume di quello che abbiamo dentro.

Una delle principali radici del conflitto nasce dalla constatazione, più o meno sentita, che non siamo esattamente come vorremmo essere. Il conflitto nasce nel momento in cui le soluzioni trovate non sono soddisfacenti.

Quando siamo in conflitto siamo obnubilati da disagio, sofferenza, paura, smarrimento, dolore, rabbia, frustrazione, ansia, irrequietezza, impotenza, immobilismo.

In quei momenti si tratta di trovare un flusso creativo, costruttivo, positivo in cui incanalare la propria energia. Per compiere questo occorre essere pienamente consapevoli delle proprie risorse.

Si occorre trovare un senso, una direzione, una nuova interpretazione un valore al nostro dissidio interiore.

Non sempre i conflitti sono risolvibili, anzi, spesso sono destinati a restare tali, ma è possibile imparare a ascoltarli, conoscerli, apprezzarli, rispettarli, inserirli in una prospettiva più ampia, in un nuovo equilibrio, anche e soprattutto simbolico.

Gli effetti non tarderanno a manifestarsi, su tutti i piani, mentale, emotivo, corporeo, relazionale.

Non esistono relazioni autenticamente e profondamente pacifiche se non abbiamo NOI in prima persona la pace dentro.

Il conflitto è costitutivo della natura di ciascun essere umano. Dovremmo prenderne atto il prima possibile e imparare a conviverci nel modo più sano, sereno, costruttivo, positivo possibile. Solo così potremo diventare incarnazione di una maggiore pace, dentro e fuori di noi. E non portatori di una ennesima ideologia che propugna gli ennesimi valori e precetti non da tutti condivisi e accettati che cerchiamo di imporre, pur con tutte le buone intenzioni.

Il conflitto in sé e per sé, come ogni cosa, non è negativo, malevolo a prescindere. Dipende che uso ne facciamo. Se costruttivo, creativo, evolutivo, o distruttivo. La scelta sta a noi. Ciascuno in prima persona.