ANCONA -“Si è riunito il coordinamento nazionale di Fim, Fiom, Uilm di Electrolux costatando l’immediata ed efficace azione di lotta con scioperi e presidi in tutti i siti coinvolgendo anche le istituzioni locali. Il coordinamento ha deciso di non interrompere le iniziative a sostegno della vertenza necessarie a far cambiare idea alla multinazionale e sollecitare le istituzioni”. Così i sindacati in una nota.
“Continuerà perciò lo stato di agitazione con scioperi articolati negli stabilimenti e lo sciopero dello straordinario e delle flessibilità a tempo indeterminato, spiegano. Inoltre, il giorno 25, in concomitanza con l’incontro previsto, si terrà uno sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti del gruppo, con un presidio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale parteciperanno rappresentanze dei lavoratori provenienti da tutti gli stabilimenti italiani”.
Intanto sulla vertenza è intervenuto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine dell’evento Investopia a Milano: “intendiamo muoverci con determinazione e trasparenza” come fatto con Beko, “abbiamo convocato subito il tavolo per il 25 e stiamo svolgendo i lavoratori preparatori”. Della vertenza “me ne occupo ogni giorno e non da oggi, perché è una vertenza molto difficile su un settore in forte crisi in Europa – aggiunge Urso -. La stessa Electrolux ha chiuso lo stabilimento in Ungheria, ne ha chiusi altri nel continente americano. Qui in Europa, in questo settore in transizione, siamo sottoposti a una concorrenza sleale da parte della Cina che è stata facilitata anche da alcune normative del Green Deal che hanno appesantito le nostre imprese consentendo che i prodotti realizzati fuori dal continente costassero in gran lunga meno di quelli realizzati nel nostro continente”.
Il ministro consulterà anche le regioni interessate “per trovare una posizione comune: governo, regione ed enti locali insieme nel confronto con l’azienda, supportati da quel che i sindacati hanno messo in moto e che credo sarà determinante nel convincere alla realizzazione di un altro piano che non contempli chiusure e licenziamenti”.




