ANCONA – Nel caso delle sacche di plasma sprecate all’Officina Trasfusionale di Torrette, interviene la Fp Cgil di Ancona che “esprime profonda insoddisfazione per l’esito del confronto riguardante le gravi criticità dell’Officina Trasfusionale di Torrette” dopo il faccia a faccia del 27 aprile con la Direzione dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche.
    “Nonostante le aspettative di un dialogo aperto e leale sulla cronica carenza di organico, – attacca il sindacato – l’Azienda si è limitata a fornire un’informativa che riteniamo del tutto inadeguata. La Direzione ha asserito che, allo stato attuale, non sussisterebbe alcuna carenza di personale e che la causa delle criticità sia dovuta a una cattiva organizzazione gestionale: una posizione che nega la realtà operativa vissuta quotidianamente dai professionisti”.
    “A seguito di tale chiusura”, la Fp Cgil di Ancona ha convocato per il 30 aprile un’assemblea dei lavoratori del Centro Trasfusionale di Torrette molto partecipata” in cui “è emersa con forza la volontà di non accettare più una gestione che ignori problematiche segnalate ormai da anni. L’attuale organizzazione del lavoro, infatti, svela falle strutturali che mettono a rischio la tenuta del servizio oltre al benessere lavorativo del personale”.
    Fp Cgil di Ancona esprime “perplessità circa le conclusioni della Commissione Tecnica istituita dalla Regione comunicate alla stampa. Il documento conclusivo appare contraddittorio nelle sue analisi e giunge a scaricare responsabilità improprie sulla gestione dell’Officina, distogliendo l’attenzione dalle mancate risposte alle richieste reiterate nel tempo di implementazione dell’organico”.
    La Fp Cgil di Ancona “non intende restare a guardare mentre si sottovaluta la sicurezza di un servizio essenziale” e ha “ufficialmente avviata la procedura di raffreddamento dei rapporti presso la Prefettura di Ancona, nel tentativo di portare l’Azienda a riconoscere quanto evidente e ad adottare le opportune iniziative di rafforzamento dell’organico”. “La tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori e la salvaguardia della qualità del servizio pubblico restano per a Fp Cgil la priorità assoluta. – conclude – Non saranno escluse ulteriori forme di mobilitazione qualora l’Azienda continui a ignorare il grido d’allarme che arriva dai lavoratori e la Regione non intervenga a tutela del servizio”.