SANT’ANGELO IN PONTANO – Una scia di scosse sismiche di lieve entità si è registrata nella notte nel Maceratese, all’interno del cratere sismico del 2016, con gli episodi più rilevanti di intensità 3.8 (alle ore 3.31), 3.1 (alle ore 3.38) e 3.1 (alle 5.15) a 21, 24 e 22 chilometri di profondità nella zona di Sant’Angelo in Pontano (le prime due) e Gualdo.
Sono 18 le scosse registrate nel Maceratese dall’Ingv tra le 2.46 e le 8.36 di magnitudo compresa tra 2.0 e 3.8; un’altra 2.2 alle 00.44 nell’Ascolano ad Arquata del Tronto (Ascoli Piceno).
Gli episodi più rilevanti sono stati percepiti anche a Macerata, Ascoli Piceno e a Fermo ma non si registrano danni alle cose o problemi per le persone. Ai vigili del fuoco è arrivata qualche chiamata da cittadini per informazioni sulla situazione ma nessuna richiesta di sopralluoghi o interventi più rilevanti.
Secondo i dati ufficiali della Rete Sismica Nazionale (INGV), la sequenza è composta da numerose scosse ravvicinate, alcune delle quali chiaramente avvertite dalla popolazione. Nel complesso sono state registrate oltre 30 scosse nell’arco di poche ore.
Secondo il geologo dell’Ingv Emanuele Tondi di Unicam, “il fenomeno rientra nella normale sismicità delle zone collinari esterne dell’Appennino centrale, coerente con la storia sismica dell’area”.
Il commissario Castelli
“Ai terremoti, anche ai più modesti, non ci si abitua mai. E questo è ancora più vero per le comunità appenniniche che hanno vissuto la drammatica esperienza del 2016/17. L’unico approccio possibile, per chi vive nel centro Italia, é quello della prevenzione. Prevenzione significa conoscenza diffusa del fenomeno e consapevolezza nella gestione del patrimonio immobiliare. Nell’Appennino centrale, poi, la prima opera di prevenzione é proprio la ricostruzione. Ricostruire meglio e solo dove si può. Ridurre il rischio sismico, con le tecnologie più avanzate, e mitigare i rischi idrogeologici, ove presenti”.



