ANCONA – Assunzioni essenzialmente stabili nelle Marche nel periodo gennaio-marzo 2026: le aziende marchigiane hanno effettuato 48.049 assunzioni, -0,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Rispetto allo scorso anno diminuiscono tutte le tipologie di assunzione ad eccezione delle assunzioni con contratto intermittente (+12,5%).

Questi i dati dell’Osservatorio sul mercato del lavoro dell’Inps, elaborati dall’Ires Cgil Marche, secondo cui, nello stesso periodo, le cessazioni dei rapporti di lavoro sono state 35.986, valore quasi in linea con quello del 2025 (-0,2%).

Il saldo tra assunzioni e cessazioni risulta positivo nel complesso (+12.063). Sul totale delle nuove assunzioni, quelle a tempo indeterminato sono una quota del 13,7%; la tipologia contrattuale maggiormente presente è il contratto a termine (41,9%), seguita dal contratto intermittente (18%).

Le trasformazioni di contratti precari in rapporti a tempo indeterminato sono state 6.171, -5,3% rispetto al 2025. Infine, analizzando le cessazioni per tipologia di motivazione, rispetto al 2025 diminuiscono i licenziamenti di natura economica (-5,6%) e le dimissioni (-2,1%). In lieve rialzo le cessazioni per licenziamento di natura disciplinare (+0,5%). Aumentano le risoluzioni per fine contratto (+2%).

“Le misure messe in atto in questi anni dalla Regione – commenta Eleonora Fontana, Cgil Marche – non fanno registrare quel salto di qualità nell’occupazione. Il lavoro precario e discontinuo continua a caratterizzare il mercato del lavoro regionale. Il programma annuale 2026 non dà risposte in questo senso. È necessario indirizzare gli incentivi alla stabilizzazione di lavoratrici e lavoratori, tanto più in una fase di crisi economica come quella attuale”.