ANCONA – “Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha nominato Guido Castelli, negli ultimi due anni assessore della nostra Regione, Commissario per la ricostruzione post-sisma del centro Italia”. E’ un post del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sulla propria pagina Facebook a rendere nota la successione di Giovanni Legnini.

“Al Senatore Castelli vadano i migliori auguri di buon lavoro per questo importante obiettivo, già perseguito con competenza prima come Sindaco di Ascoli e successivamente in qualità di Assessore regionale – ha aggiunto Acquaroli -. Sono certo che potremo iniziare una nuova fase della ricostruzione dei nostri territori colpiti, sempre più in sinergia con le Regioni e con le comunità che stanno affrontando con grande determinazione questo percorso. Esprimo un ringraziamento a Giovanni Legnini per il lavoro svolto finora, e un augurio per il suo nuovo incarico”.

Con Castelli divengono quattro i commissari per la ricostruzione dopo il sisma del 2016. “Il governo rivolge a Castelli gli auguri di buon lavoro per questo impegnativo compito, per il quale la sua esperienza di amministratore e la sua conoscenza del territorio saranno preziosi. Il governo ringrazia per il lavoro sin qui svolto il commissario uscente Giovanni Legnini, il quale mantiene le competenze di commissario per Ischia”.

Il commissario uscente Giovanni Legnini

“I miei auguri di buon lavoro. La ricostruzione del Centro Italia oggi si presenta molto cambiata rispetto a tre anni fa. Abbiamo varato importanti semplificazioni ed innovazioni normative, tra le quali il Testo unico della ricostruzione privata. Negli ultimi tre anni, nonostante i numerosi ostacoli ed emergenze, sono state presentate 15 mila domande di contributo per la ricostruzione, sono stati approvati e finanziati oltre 10 mila cantieri privati, e anche la ricostruzione pubblica, dove contiamo centinaia di cantieri aperti e oltre mille prossimi all’apertura, è ben avviata. Molti altri interventi pubblici aggiuntivi sono programmati, ed il Piano complementare al Pnrr per le aree sisma, in avanzata fase di attuazione, favorirà lo sviluppo dei territori colpiti”.

Guido Castelli, 57 anni, ascolano nato a Siena e cresciuto ad Offida, per dieci anni (dal 2009 al 2019) sindaco di Ascoli e, prima ancora, nell’ordine, consigliere comunale ad Offida, consigliere della Provincia di Ascoli, la fascia tricolore nel capoluogo, poi assessore regionale con delega, tra le tante, alla Ricostruzione. E infine senatore con l’ingresso a Palazzo Madama con l’elezione dello scorso settembre nelle fila di Fratelli d’Italia, lo stesso partito di Giorgia Meloni.

Il Pd Marche: “Un errore sostituire Legnini”

“Con estrema sorpresa e disappunto apprendiamo a mezzo stampa che il Presidente del Consiglio ha nominato un nuovo commissario per la ricostruzione. Siamo sorpresi perché dopo gli appelli di tutti i comitati dei terremotati del Centro Italia e dei sindaci di tutte le parti politiche, ci saremmo aspettati come gesto di rispetto di una comunità ancora ferita, la conferma di Giovanni Legnini: una figura di grande valore tecnico e istituzionale che è riuscita a far partire la ricostruzione del centro Italia, tanto che lo stesso Governo ha scelto di nominarlo come commissario ad Ischia. Viviamo con stupore questa nomina perché non pensavamo che si potesse fare spoil system solo per questioni di spartizione di poltrone e potere sulla pelle delle comunità terremotate, dopo il riconoscimento unanime del percorso fatto dalla struttura commissariale. Il nostro ruolo istituzionale ci impone di augurare che il nuovo commissario possa lavorare in continuità con quanto fatto dal precedente per scongiurare vacatio che genererebbero ulteriori intoppi alla ricostruzione. A Giovanni Legnini va invece il nostro grazie per il lavoro svolto con competenza, capacità ed educazione istituzionale, impossibili da eguagliare. A tal riguardo, Legnini, assunto il ruolo di commissario si dimise autonomamente dalla Regione Abruzzo per dedicarsi a tempo pieno alle comunità colpite dal sisma. Ci aspettiamo ugualmente che il nuovo commissario scelga di dimettersi dal Senato per onorare a pieno il mandato conferitogli”.