È stato presentato il progetto “Resto a Casa – Marche”, volto all’assistenza domiciliare gratuita di 12 mesi in favore di 20 famiglie con persona affetta da demenza residente nei Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale 15 (Appignano, Corridonia, Macerata, Mogliano, Montecassiano, Petriolo, Pollenza, Treia, Urbisaglia). Il progetto, realizzato dalla cooperativa GEA di Macerata, è patrocinato dalla Regione Marche e dal Comune di Macerata e vede la collaborazione di AST, Servizi Sociali del Comune di Macerata, Ambito Territoriale Sociale 15, IRCR, Croce Rossa e l’Anteas.

Forte di un’esperienza pluriennale nel mondo socio-assistenziale e della dotazione di un’équipe multidisciplinare composta da professionisti del settore, la Cooperativa GEA ha sviluppato un modello basato sull’approccio bio-psico-sociale, creando una rete di collaborazione tra pubblico e terzo settore, che favorisce la permanenza degli utenti nel domicilio evitando disorientamento e senso di abbandono tipicit dei trasferimenti in struttura. A fiancheggiare gli interventi assistenziali, personalizzati in base alle esigenze di ogni singolo beneficiario e condivisi con le famiglie, ci saranno una specifica formazione per i caregivers e momenti di confronto attraverso i Caffè del Nonno, oltre a laboratori terapeutici come pet therapy, yoga della risata, musicoterapia.

 

Per formare al meglio le figure che supporteranno le famiglie (psicologi, fisioterapisti, educatori professionali, OSS, infermieri, logopedisti, medici specialisti) è previsto un corso ECM in partenza dal 4 ottobre; chi intende partecipare attivamente al progetto ed entrare a far parte dell’équipe può contattare la cooperativa GEA all’indirizzo info@cooperativagea.org o inviare il modulo di iscrizione scaricabile su www.cooperativagea.org/resto-a-casa-marche

Gli utenti del progetto “Resto a Casa” saranno individuati dal CDCD (Centro Disturbi Cognitivi Demenze) del Distretto Socio Sanitario tra quelli già in carico. Verranno prioritariamente valutate persone rientranti nella fase lieve e moderata con lo scopo di salvaguardare il più possibile l’autonomia ma anche pazienti con diagnosi più severa per approfondire l’aspetto della formazione e sviluppare il passaggio delle competenze a familiari e caregiver. Attraverso il coinvolgimento del CDCD, che è il servizio pubblico deputato alla presa in carico globale dalla persona affetta da demenza, si potrà dare un apporto fondamentale alla ricerca scientifica, per capire quanto i servizi domiciliari possano incidere sulla loro vita e sul loro contesto sociale e relazionale.

“Un progetto che promuove l’integrazione socio sanitaria e mette a terra gli obiettivi della nuova legge regionale – ha detto Francesca D’Alessandro, vice sindaco e assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità -. Resto a Casa attenziona, infatti, gli anziani con demenze e sappiamo benissimo che la popolazione over 65 a Macerata è sempre più in aumento. Un’attenzione particolare è anche dedicata, però, al nucleo familiare che spesso si sente disorientato e non sa bene come approcciare con il proprio caro. In questo contesto le istituzioni e le associazioni del terzo settore sono sì un punto di riferimento a livello sanitario ma anche sociale, mettendo al centro la persona e non la malattia. Resto a casa rappresenta quindi un modello che può essere replicato perché promuove la domiciliarità e ha come obiettivo quello di scongiurare l’isolamento supportando la famiglia e la persona”.

“Vogliamo privilegiare l’integrazione socio sanitaria e prendere in carico la persona a 360 gradi – ha aggiunto la dottoressa Giovanna Faccenda, direttrice del Distretto Socio Sanitario AST Macerata -. Con questo progetto, che rappresenta una unicità sul territorio, il paziente rimane nel suo domicilio e siamo in grado di “portare a casa” i professionisti e gli specialisti; una sperimentazione che può essere implementata nel futuro perché è importante mantenere il paziente nel proprio contesto familiare il più possibile”.

“Resto a Casa – Marche è un progetto di assistenza domiciliare multidisciplinare innovativo per persone con demenza, che poggia sull’esperienza acquisita nel corso delle edizioni passate – ha commentato Giulia Morresi, coordinatrice della cooperativa sociale GEA in rappresentanza del presidente Luca Nardella -. Il nuovo modello, però, unirà la totalità delle attività sperimentate nei precedenti “Resto a Casa”, interesserà un territorio più esteso e implementerà soluzioni tecnologiche con l’obiettivo di salvaguardare la dignità e il benessere dell’utente supportando la famiglia nel domicilio, tramite un approccio ottimizzato e replicabile in contesti similari. Si ringrazia il Fondo di Beneficenza e opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo”.

“Siamo felici di esserci perché crediamo che l’assistenza domiciliare sia la sfida del futuro e il benessere della persona stia all’interno del proprio contesto familiare – ha detto Giuli Lattanzi, referente del progetto per IRCR Macerata -. Quindi è importante investire in progetti come questo e personalizzare i vari interventi perché questa è la risposta al fatto che la popolazione anziana è sempre più in aumento ed è importante che istituzioni e terzo settore vadano incontro alle persone prima che arrivino nelle strutture che sono sì un supporto ma non sempre la prima risposta”.

“Anche per noi le richieste sono sempre in aumento e con i servizi che offriamo tocchiamo con mano la solitudine; un aspetto che dobbiamo affrontare e se questo progetto è il punto di partenza credo che possiamo andare lontano con la collaborazione di tutti” ha aggiunto Gianni Medei, vice presidente Anteas Macerata.

“Resto a Casa sposa in pieno la nostra filosofia e i nostri principi perché la persona malata e la sua famiglia hanno bisogno di essere supportati e sostenuti e noi siamo completamente a disposizione del territorio” ha concluso Stefano Giampieri, referente del progetto per la Croce Rossa Macerata.