“Sono basito, amareggiato e incredulo”: il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, interviene sull’inchiesta sulla ricostruzione post-sisma, che ha portato a otto arresti e 51 indagati, in varie regioni, e respinge ogni ipotesi di un suo coinvolgimento o di responsabilità dell’amministrazione regionale.

Lo ha fatto stamani a Corridonia in occasione della presentazione dei dati della ricostruzione post sisma 2016, a dieci anni dagli eventi calamitosi. “Questa indagine riguarda una persona in tutta la regione Marche, ma non ha toccato nessuno all’interno della Regione”, ha rimarcato: “A chi dice che il presidente poteva non sapere, chiedo di portarmi una prova che io sapessi. Devo difendere la mia integrità morale e quella delle istituzioni regionali”.

Acquaroli ha espresso fiducia nel lavoro della Procura e delle autorità inquirenti, richiamando al tempo stesso il principio della presunzione d’innocenza. “Se una persona ha sbagliato è giusto che sia giudicata e, se condannata, paghi – ha sottolineato il governatore -. Ma non è giusto cumulare il sacrificio e il lavoro di tanti con gli eventuali errori di qualcuno”.

Ecco l’intervento integrale nella conferenza stampa di stamattina.