Dal 21 settembre al 31 ottobre diportisti e regatanti coinvolti nel progetto promosso da Valpaint, Garbage Group e Marina Dorica. I rifiuti raccolti saranno conferiti e quantificati per costruire un primo dato sul marine litter lungo la costa anconetana.
Dal mare alla banchina, trasformando un gesto volontario in un’attività concreta di tutela ambientale e, soprattutto, in un dato misurabile. È questo l’obiettivo di “Un mare da salvare”, il progetto di raccolta volontaria dei rifiuti in mare promosso da Valpaint, Garbage Group e Marina Dorica, avviato lunedì 21 settembre e in programma fino a sabato 31 ottobre 2026.
L’iniziativa era stata anticipata in occasione della conferenza stampa di presentazione della Regata del Conero, quando era stata annunciata la possibilità per regatanti ed equipaggi di ritirare i kit per la raccolta volontaria dei rifiuti incontrati durante la navigazione. Ora il progetto entra nella sua fase operativa e si apre all’intera comunità dei diportisti di Marina Dorica.
Il meccanismo è semplice: chi naviga e intercetta rifiuti in mare può raccoglierli utilizzando i kit messi a disposizione da Valpaint, composti da sacchi e guanti, e conferirli successivamente negli appositi contenitori predisposti da Garbage Group all’interno della marina. Il progetto punta però ad andare oltre la semplice raccolta. I rifiuti recuperati saranno infatti raccolti, gestiti e quantificati, così da trasformare un’attività volontaria in un primo patrimonio di dati sul marine litter intercettato lungo la costa. A supporto dell’iniziativa è previsto anche l’intervento operativo delle unità marine classe Pelikan, con le attività di raccolta e monitoraggio coordinate da Garbage Group.
«Con “Un mare da salvare” vogliamo contribuire a trasformare la sensibilità ambientale in un comportamento concreto – spiega Ferdinando Sarti, fondatore e presidente di Valpaint S.p.A. -. Mettere a disposizione strumenti semplici significa consentire a chi vive il mare di diventare parte attiva della sua tutela. La sostenibilità, per essere realmente efficace, deve tradursi in azioni quotidiane e condivise».
Per Paolo Baldoni, CEO di Garbage Group, il valore dell’iniziativa sta anche nella possibilità di costruire una maggiore conoscenza del fenomeno: «Raccogliere un rifiuto significa innanzitutto sottrarlo al mare, ma oggi abbiamo la possibilità di fare un passo ulteriore: registrare, quantificare e analizzare ciò che viene recuperato. È attraverso questi dati che la raccolta può trasformarsi in conoscenza e la conoscenza in strumenti più efficaci di prevenzione e gestione del marine litter».
Il coinvolgimento della comunità di Marina Dorica rappresenta l’altro elemento centrale del progetto. «La marina non è soltanto un luogo dove si ormeggiano le imbarcazioni, ma una comunità che può diventare parte attiva nella tutela dell’ambiente in cui naviga – sottolinea Alessandro Domogrossi, direttore di Marina Dorica –. Con questo progetto vogliamo favorire un comportamento concreto e facilmente replicabile, facendo della sensibilità di chi vive il mare una risorsa per il territorio».
Il progetto mette così in relazione impresa, tecnologia e comunità nautica. Da una parte, l’impegno di Valpaint nel contribuire concretamente alla realizzazione dell’iniziativa, mettendo a disposizione risorse e supporto, anche attraverso la fornitura dei kit; dall’altra la componente tecnica e operativa di Garbage Group, con contenitori, attività di raccolta e monitoraggio; infine il ruolo di Marina Dorica come luogo di aggregazione e punto di riferimento per i diportisti. L’obiettivo è anche quello di verificare sul campo la possibilità di costruire un modello replicabile: una rete nella quale chi naviga non sia soltanto fruitore del mare, ma possa contribuire direttamente alla sua tutela, fornendo allo stesso tempo informazioni utili sulla presenza e sulla tipologia dei rifiuti intercettati. L’iniziativa è patrocinata in maniera non onerosa da AnconAmbiente S.p.A., in coerenza con le attività di sensibilizzazione sulla corretta gestione dei rifiuti e sulla prevenzione dell’abbandono. Il coinvolgimento dell’azienda sottolinea il valore della responsabilità individuale, collegando la tutela del mare a quella del territorio: i diportisti, prima ancora che utenti del mare, sono cittadini chiamati a contribuire concretamente alla sua salvaguardia.




