MACERATA – Svolta nell’inchiesta sul cimitero degli orrori scoperto lungo l’A14 a Scossicci, dove sono stati rinvenuti i resti di 55 cani. Il pm Stefania Ciccioli ha iscritto nel registro degli indagati un cacciatore di 53 anni di Loreto, accusato di uccisione di animali. Durante una lunga perquisizione domiciliare, i Carabinieri Forestali hanno sequestrato documenti, gabbie e il cellulare dell’uomo, ora al vaglio degli inquirenti per ricostruire la rete di contatti.
L’ipotesi investigativa è agghiacciante: l’uomo avrebbe funto da ‘smaltitore’ per cani non più abili alla caccia, diventati un peso economico per i proprietari. Gli animali, dopo essere stati uccisi, sarebbero stati privati del microchip con precisione chirurgica prima di essere gettati nella scarpata, evitando così i costi delle procedure legali.
Sebbene i rilievi elettronici nella proprietà abbiano dato esito negativo, le indagini proseguono per individuare eventuali complici e accertare la consapevolezza dei cacciatori che si rivolgevano all’indagato.
“Se queste ipotesi saranno confermate, ci troveremo di fronte a un sistema di morte lucido e organizzato, in cui esseri viventi vengono trattati come rifiuti da smaltire quando non sono più ‘utili’” dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “È una visione aberrante, che calpesta ogni principio etico e ogni forma di rispetto per la vita.”



