Un vero supermercato della droga online, con accesso tramite invio di documento d’identità, selfie e screenshot del profilo social, un catalogo con menu e prezzi aggiornati, consegne a domicilio con supplemento e perfino un sistema di recensioni per valutare qualità e servizio. Così operava “La sacra famiglia”, organizzazione con base nel Maceratese smantellata dalla Polizia di Stato nell’operazione “Suburra”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona.
Dodici le misure cautelari eseguite, tra carcere e domiciliari, nei confronti di giovani tra i 23 e i 28 anni, italiani, marocchini e albanesi. Al vertice un 28enne residente nel Maceratese, con precedenti per droga e ideatore della piattaforma, conosciuto con il nickname “The God Father” e chiamato da tutti “Padre”. Secondo gli inquirenti, il gruppo era in grado di movimentare oltre 200 chili di hashish e cocaina al mese, con un giro d’affari milionario e pagamenti effettuati anche in criptovalute.
La droga arrivava soprattutto dalla Spagna, dove era stata trasferita parte della base operativa, con collegamenti anche a Roma, in particolare nella zona di Tor Bella Monaca, e contatti con ambienti della criminalità calabrese. Accanto alla struttura digitale, l’organizzazione poteva contare su una rete di corrieri per le consegne e su punti vendita diffusi per lo spaccio al dettaglio.
Dietro l’apparente efficienza di un’azienda moderna, però, emergeva un sistema violento: ritorsioni anche armate contro chi non pagava, pestaggi e intimidazioni per garantire i traffici. In un caso, secondo le indagini, il capo avrebbe organizzato l’uccisione del cane di un associato ritenuto inaffidabile. L’inchiesta, partita nel maggio 2024 dopo un arresto a Porto Recanati e sviluppata anche grazie ad agenti sotto copertura, ha portato a ricostruire un traffico di droga diffuso in tutta Italia.


