ANCONA – Il rapporto 2025 dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale (Aubac) delinea un quadro drammatico per l’Italia centrale: la siccità non è più un’eccezione, ma una crisi strutturale. Le Marche figurano tra le aree più colpite, registrando un pesantissimo deficit di precipitazioni del -15%, ben peggiore della media distrettuale.
A pesare è soprattutto il crollo della neve (-81%), riserva vitale che ha ridotto la ricarica delle falde del 30%. Nonostante le piogge di inizio 2026 abbiano concesso una tregua temporanea, gli esperti avvertono: gli indici sul lungo periodo restano negativi.
Per il territorio marchigiano, la sfida è ora gestire una risorsa sempre più scarsa e distribuita in modo violento e irregolare.




