Una data importante da celebrare, con uno sguardo alle sfide del presente. In occasione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, i sindacati Cgil, Cisl e Uil delle Marche hanno organizzato questa mattina, ad Ancona, un incontro intitolato “Ottant’anni dal diritto di voto alle donne. Libertà è partecipazione”. Ricordando il decreto che il 10 marzo del 1946 permise l’elettorato passivo e attivo delle donne, lo sguardo dei sindacati si è rivolto alla politica attuale, con un allarme sulla rappresentanza femminile nel Consiglio e nella giunta regionale.

    “Non abbiamo scelto un titolo a caso, la libertà passa attraverso la partecipazione delle donne. – ha affermato Claudia Mazzucchelli, segretaria generale della Uil Marche – Va cambiata l’organizzazione fatta su uno schema maschile che non si occupa della cura e che appalta a qualcun’altro tutto ciò che attiene alla sfera familiare. Dobbiamo cambiare e si fa con norme e infrastrutturazione del welfare”.

    Selena Soleggiati, segretaria regionale Cisl Marche, ha diffuso qualche dato che riguarda le Marche: dalla distanza media di salario annuale tra uomini e donne (circa 7.300 euro, ossia il 29,4% di divario) fino alll’inattività, che è pari a 152mila donne contro i 113mila uomini. “Il lavoro di cura continua a non essere condiviso e il costo della genitorialità si scarica ancora sulle donne. – ha affermato – Dobbiamo far sì che non si arrivi più alla situazione attuale con sei donne elette su 30 consiglieri regionali. Significa che se un terzo dei cittadini ha votato candidate donne vuol dire che c’è qualche problema su come si costruiscono le liste”.

    Un tema, questo della rappresentanza, che a detta di Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche, riguarda oltre alla politica anche il sindacato stesso. “Il tema dipende da come la politica si organizza, è inaccettabile anche la composizione della giunta. – ha spiegato Santarelli – C’è un problema politico enorme e che riguarda anche noi, che ci interroghiamo su come poter lavorare, a partire dalle aziende, affinché il tema sia affrontato con politiche e risorse e con azioni concrete”.