MACERATA – Due denunce per aver impiegato in una ditta del Maceratese 13 lavoratori stranieri sprovvisti del permesso di soggiorno e della documentazione necessaria per lavorare in Italia. È il bilancio dell’operazione della Questura di Macerata, portata avanti in collaborazione con i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro. A finire nei guai un cittadino albanese, il datore di lavoro, e il commercialista della stessa ditta.

Tutto nasce a luglio scorso, quando all’Ufficio Immigrazione di Macerata sono arrivate 21 istanze per il rilascio di permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, avanzate da cittadini albanesi a mezzo kit postale. Istanze rigettate in quanto sprovviste del visto d’ingresso per motivi di lavoro e delle indicazioni relative al datore di lavoro e al domicilio.

A quel punto gli inquirenti hanno voluto vederci più chiaro e hanno effettuato accertamenti tra Tolentino e Civitanova, nel tentativo di individuare i cantieri dove gli stessi lavoratori avrebbero potuto essere impiagati. Sono state individuate 13 persone, tutte domiciliate in un casolare di Montecosaro, alle quali era stata rigettata la richiesta sopracitata. Le ulteriori indagini hanno portato al deferimento in stato di libertà per due persone, il datore di lavoro e il commercialista.