CAMERINO – Una testa e una pelle di tigre dentro uno scatolone, abbandonato davanti alla porta del Museo delle Scienze dell’Università di Camerino. E insieme ai resti dell’animale una lettera, firmata semplicemente “Tiger”, nella quale è la stessa tigre, simbolicamente, a raccontare la propria storia e a chiedere di restare in città.

L’insolito ritrovamento è avvenuto nei giorni scorsi. Il responsabile del museo, trattandosi dei resti di una specie protetta dalla Convenzione di Washington, ha immediatamente avvertito i Carabinieri. La pelle è stata sottoposta a sequestro penale dai Forestali di Camerino, che hanno informato l’autorità giudiziaria e avviato gli accertamenti per risalire alla sua provenienza e a chi abbia lasciato lo scatolone.

Ma a rendere ancora più singolare la vicenda è proprio la lettera. «Vengo da lontano, ma da tanti anni sto qui a Camerino. Non sono stata rubata, ma acquistata in un periodo in cui non c’erano leggi che mi tutelavano», si legge. Secondo il racconto, la tigre sarebbe rimasta per anni in un’abitazione della città, per poi essere dimenticata in una cantina e ritrovata durante un trasloco.

«Sono stata uccisa per essere ammirata», prosegue il messaggio. E la richiesta finale è precisa: essere conservata in un museo di Camerino. «Nonostante la mia atroce fine, voglio continuare ad essere ammirata, perché sono bella, fiera e soprattutto vera».

Sarà ora il Ministero dell’Ambiente a stabilire la destinazione del reperto. Non è escluso che possa rimanere proprio all’Università di Camerino. I Forestali ricordano che detenere illegalmente animali, piante o loro parti appartenenti a specie protette dalla normativa CITES costituisce reato: la pena prevista va dall’arresto da sei mesi a due anni a un’ammenda da 15 mila a 150 mila euro.