ANCONA – Nonostante i tentativi di mediazione e le dichiarazioni concilianti dell’azienda nel pomeriggio del 16 settembre durante l’incontro voluto dal Prefetto di Ancona, con il Sindaco di Ancona, il Presidente della Provincia di Ancona e l’azienda Conerobus, l’assemblea dei lavoratori ha dato mandato a non revocare la mobilitazione. Troppo spesso in passato abbiamo assistito alla sottoscrizione di verbali puntualmente disattesi, e sappiamo bene che le promesse verbali non garantiscono soluzioni concrete ai problemi strutturali che vivono lavoratrici e lavoratori.
La scelta di non revocare lo sciopero nasce dalla volontà di difendere con fermezza i diritti dei dipendenti e la qualità del servizio pubblico.
Per questo, ribadiamo con chiarezza:
Lo sciopero del 24 settembre è confermato.
Oggi non è in gioco solo il lavoro di 460 famiglie, ma il futuro stesso del trasporto pubblico di Ancona e provincia.
La cronica carenza di risorse e contratti di servizio obsoleti, non adeguati a inflazione e costi reali (carburante, manutenzioni, ricambi) generano squilibri finanziari sempre più gravi.
Il Fondo Nazionale Trasporti è insufficiente e la ripartizione penalizza in modo particolare le Marche, collocandole in coda a livello nazionale.
I turni di lavoro sono estremamente compressi, i tempi di percorrenza inadeguati e il servizio urbano di Ancona verso i cittadini è stato ridotto.
Servono garanzie vere, scritte e verificabili, non promesse generiche, per tutelare lavoratori e cittadini a partire dal piano industriale e dal confronto costruttivo con le organizzazioni sindacali prima delle scelte aziendali unilaterali.
Ogni linea tagliata o ridotta è un diritto negato ai cittadini: pendolari che non possono recarsi al lavoro, famiglie e anziani che vedono ridotta la loro libertà di movimento.
Chiediamo a cittadini, associazioni, studenti e a tutta la comunità di stare al nostro fianco. Perché difendere Conerobus significa difendere il diritto di tutti a un trasporto pubblico efficiente, sicuro e sostenibile.
Non ci fermeremo davanti a promesse vuote. È il momento che azienda e istituzioni parlino chiaro: o si salva il trasporto pubblico locale, o si condanna un intero territorio al collasso della mobilità.
Di fronte a questo scenario, i lavoratori in assemblea dicono basta. Il 24 settembre 2025 lo sciopero di 4 ore è confermato e contestualmente si svolgerà un presidio per mostrare il malcontento dei lavoratori. Sarà il primo segnale forte di una mobilitazione che non intendiamo fermare finché non ci saranno soluzioni vere e immediate.




