E’ stato inaugurato l’Anno Giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano delle Marche. L’evento, promosso dalla Conferenza Episcopale Marchigiana attraverso gli Officiali del Tribunale Ecclesiastico, si è svolto presso l’Aula Magna dell’Istituto Teologico Marchigiano presso il Pontificio Seminario Regionale Marchigiano Pio XI in Ancona.
Dopo i saluti del Presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana e vescovo di Macerata, S.E. Mons. Nazzareno Marconi, del Moderatore del Tribunale e Arcivescovo Metropolita di Fermo, S.E. Mons. Rocco Pennacchio, oltre che delle autorità presenti, il programma ha visto l’introduzione del Vicario Giudiziale del Tribunale, mons. Antonio Interguglielmi e la prolusione del cardinale Gianfranco Ghirlanda.
Già Rettore della Pontificia Università Gregoriana e Patrono del Sovrano Ordine di Malta, il cardinale Ghirlanda ha insegnato Diritto Canonico all’Istituto di Studi Religiosi, alla Facoltà di Teologia e alla Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Gregoriana ed è stato decano della Facoltà di Diritto Canonico e dal 2004 al 2010. Prelato e avvocato presso il Supremo tribunale della Segnatura Apostolica, Giudice della Corte d’appello dello Stato della Città del Vaticano, il reverendissimo padre ha collaborato anche alla stesura di alcune Costituzioni Apostoliche e pubblicato diversi libri e oltre 110 articoli specializzati principalmente in Diritto Canonico, ricevendo il dottorato honoris causa presso la Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università di Salamanca. Nonché ultimamente è stato anche membro della Commissione canonistica del Sinodo dei Vescovi.
Al termine della prolusione, del cardinale Ghirlanda, che ha avuto come tema: “Giustizia e Diritto”, è seguito un dialogo con il relatore.
Il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano delle Marche, la cui competenza si estende alle tredici diocesi della Regione Ecclesiastica Marche, garantisce consulenza canonica, previa e gratuita, circa la situazione matrimoniale, mirata a raccogliere elementi utili per introdurre, eventualmente, una causa di verifica di nullità matrimoniale.
Chi avesse dubbi sulla propria situazione matrimoniale può liberamente chiedere informazioni presso il Tribunale o rivolgersi alla propria curia di appartenenza chiedendo informazioni a riguardo.



