ANCONA – Tornano disponibili i 100 milioni di euro destinati alle infrastrutture dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale. Il presidente Mirco Carloni ha annunciato che, dopo le interlocuzioni con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e con la Ragioniera generale dello Stato Daria Perrotta, il Ministero dell’Economia ha dato il via libera al decreto che ripristina i fondi previsti dal decreto interministeriale Mims-Mef n. 52 del 2022. Lo fa sapere in una nota l’Autorità di Sistema Portuale nel Mare Adriatico Centrale.

Il provvedimento rappresenta il passaggio decisivo per consentire al Cipess di formalizzare la riassegnazione delle risorse, che finanzieranno sette interventi strategici nei porti del sistema dell’Adriatico centrale.

Ad Ancona i fondi serviranno per il dragaggio delle banchine commerciali, la cui aggiudicazione definitiva è già pronta, per la demolizione parziale del molo Nord con la regolarizzazione dei fondali, intervento finalizzato a migliorare la sicurezza dell’ingresso delle navi nel porto, e per il banchinamento del molo Clementino, infrastruttura necessaria all’attracco delle grandi navi da crociera.

Le risorse saranno inoltre destinate alla realizzazione delle vasche di colmata nei porti di Pesaro e San Benedetto del Tronto, opere propedeutiche ai futuri dragaggi. A Pescara finanzieranno la deviazione del fiume, considerata la soluzione strutturale al problema del continuo insabbiamento dello scalo, mentre a Ortona serviranno al recupero e alla rifunzionalizzazione di un edificio destinato alla logistica portuale.

“Possiamo ripartire con la realizzazione di opere fondamentali per lo sviluppo del sistema portuale”, ha dichiarato Mirco Carloni, sottolineando che banchine e dragaggi “consentiranno di intensificare i traffici e di migliorare l’operatività del cluster marittimo”. Il presidente dell’Autorità portuale ha quindi evidenziato la necessità di una collaborazione tra tutte le istituzioni dei territori interessati “per cogliere questa grande opportunità” e trasformare rapidamente le risorse disponibili in infrastrutture operative.