ANCONA – L’Università di Camerino si conferma al primo posto tra i piccoli atenei statali, mentre l’Università Politecnica delle Marche mantiene la seconda posizione tra gli atenei medi. È quanto emerge dalla nuova classifica Censis delle Università italiane 2026/2027, il ranking annuale degli atenei statali e non statali elaborato in base a strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio, livello di internazionalizzazione, comunicazione, servizi digitali e occupabilità.

Per le Marche il risultato più significativo arriva da Camerino, che continua a guidare la graduatoria dei piccoli atenei statali, quelli fino a 10 mila iscritti, con un punteggio complessivo di 95,3. L’ateneo precede l’Università di Cassino, stabile al secondo posto con 87,3, e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, terza con 86 punti.

Sempre tra i piccoli atenei statali, l’Università di Macerata si conferma in quarta posizione, con un punteggio di 85,8, davanti all’Università del Sannio, quinta con 84,3. Tra gli atenei medi, da 10mila a 20mila iscritti, l’Università Politecnica delle Marche resta seconda con 92,8 punti, alle spalle dell’Università di Sassari, prima con 93,2. Nella stessa categoria l’Università di Urbino si colloca al quattordicesimo posto con 81,7 punti, perdendo quattro posizioni rispetto allo scorso anno.

La classifica Censis, giunta alla nuova edizione, comprende complessivamente 70 graduatorie e si basa su oltre 960 variabili. Accanto al ranking degli atenei, sono disponibili anche le classifiche della didattica delle lauree triennali, dei corsi a ciclo unico e delle lauree magistrali biennali, elaborate secondo la progressione di carriera degli studenti e i rapporti internazionali.

Secondo il Censis, negli ultimi dieci anni le immatricolazioni negli atenei tradizionali sono cresciute del 19,8%. Per l’anno accademico 2025-2026 i dati provvisori indicano una sostanziale tenuta, con un aumento dello 0,9%, mentre gli atenei del Centro registrano l’incremento più alto a livello territoriale, pari al 2,3%.