La vertenza Elica torna a scaldare il dibattito. Dopo il passo indietro dell’azienda nel piano industriale che prevedeva lo spostamento della produzione all’estero, con conseguenti licenziamenti, si riapre la mobilitazione dopo il tavolo tecnico con l’azienda.

“Ad oggi – si legge in una nota sindacale congiunta – da un punto di vista di volumi produttivi che resterebbero in Italia, con relativo impatto occupazionale leggermente modificato, siamo nei fatti fermi al 31 di marzo. A sostegno delle nostre proposte, con al centro il lavoro sul territorio, il Coordinamento si vede costretto ad annunciare la ripresa della mobilitazione”.

Il piano di Elica, poi sospeso, prevedeva 409 esuberi su 560 totali dipendenti del comprensorio e la chiusura dello stabilimento a Cerreto D’Esi e la delocalizzazione del 70% delle produzioni effettuate oggi nei siti di Fabriano, Cerreto e Mergo.