ANCONA – Sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, i tre presunti scafisti di origine egiziana che sono stati arrestati dalla Polizia di Stato in seguito ai controlli eseguiti dopo lo sbarco ad Ancona della nave umanitaria Ocean Viking, battente bandiera norvegese, della Ong Sos Méditerranée, con a bordo un centinaio di migranti soccorsi in due distinte operazioni di ricerca e soccorso (Sar). Il fermo come persone gravemente indiziate di delitto è scattato nella notte tra lunedì 9 e martedì 10. Uno degli interventi di salvataggio, avvenuto nel pomeriggio del 5 marzo, aveva riguardato 64 persone di varie nazionalità (37 del Bangladesh, 12 del Pakistan, sei dell’Eritrea, cinque della Somalia, tre dell’Egitto, uno dell’Afghanistan; tra cui 11 minori non accompagnati). In quel caso i migranti avevano viaggiato a bordo di una piccola imbarcazione blu in legno a doppio ponte, con motore fuoribordo poi abbandonata alla deriva. Le indagini dei poliziotti della Squadra Mobile dorica, durate tutta la notte, hanno consentito di individuare tra le persone sbarcate dalla nave, i tre egiziani, presunti scafisti dell’imbarcazione usata per il trasporto dei migranti. D’intesa con il sostituto procuratore di turno presso la Procura di Ancona, i tre uomini sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravato dall’elevato numero di persone trasportate e dall’aver messo in pericolo la loro vita. I tre sono stati condotti in carcere a Montacuto a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Da Roma anche il commento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con un post sui social: “Erano appena sbarcati dalla nave della Ong Ocean Viking i tre scafisti arrestati dalla Polizia di Stato ad Ancona. Grazie alle tempestive indagini è stato possibile individuare i tre cittadini stranieri responsabili di aver gestito la traversata in mare mettendo a repentaglio la vita degli stessi migranti”. Il sindaco Daniele Silvetti, riprendendo il post del ministro, ha ringraziato lui e le forze di polizia per questo decisivo intervento, e al contempo ha rivolto un grazie alle tante figure locali e nazionali delle forze dell’ordine che hanno collaborato.