Inchiesta Euro green Pass, spunta il medico – detective che ha smascherato l’infermiere fingendo di farsi corrompere. Il Questore Capocasa: “Reati odiosi”.

L’operazione “Euro Green Pass” della Squadra Mobile di Ancona è la “dimostrazione tangibile di come la Polizia di Stato vigili con impegno e professionalità sul rispetto delle norme anti Covid-19 a tutela della salute pubblica, sia con controlli visibili, che con attività investigative”. Così il questore di Ancona Cesare Capocasa.

“Nella circostanza sono stati individuati dei soggetti, che non esitano a violare la legge – aggiunge -, aggravando seriamente l’emergenza epidemiologica, attraverso la consumazione di reati odiosi quali la corruzione ed il peculato. Uno scenario triste e sconcertante – sottolinea -, prontamente ed efficacemente rimosso dall’autorità giudiziaria e dalla Polizia di Stato, ancora una volta in perfetta sinergia”. 

Intanto sul fronte dell’inchiesta emerge la figura di un Medico del Paolinelli che ha finto di aderire al sodalizio criminale aiutando invece gli inquirenti a raccogliere prove contro l’infermiere e i suoi presunti complici. Un pò sanitario, un pò detective. Ha accettato perfino le mazzette in cambio del silenzio, salvo poi rigirare quei soldi sporchi, correttamente, alla Polizia. Addirittura, avrebbe registrato di nascosto col suo cellulare una confessione totale all’infermiere che somministrava vaccini fake, consentendo così alla Mobile di eseguire le indagini, piazzare le spycam all’hub del Paolinelli e raccogliere prove ritenute schiaccianti sull’operato del collega infedele. 

I primi sospetti a novembre quando il medico, giovane odontoiatra di Falconara, avrebbe notato che «l’infermiere sotto inchiesta accoglieva presso l’hub diversi gruppi di persone, circa 10 alla volta, in varie giornate – così si apprende dall’ordinanza -, asserendo che erano tutti pazienti del Centro di salute mentale», dove l’uomo arrestato lavora. «Non soltanto provvedeva personalmente alla vaccinazione, accreditandosi come unico riferimento per tali pazienti, ma vaccinava diversi altri individui che non mostravano patologie psichiatriche». 

Chi erano quelle persone? «l’infermiere rispondeva genericamente che erano affetti da attacchi di panico. Tra questi, spiccava anche un certo numero di cittadini romeni». I dubbi sempre più forti hanno avuto risposta il 1° dicembre, quando il medico detective avrebbe notato un noto dermatologo anconetano e la moglie confabulare con l’infermiere. Insospettito, si è avvicinato alla cabina delle inoculazioni e dietro il separée, «ho visto distintamente Luchetti che gettava all’interno dello specifico contenitore la siringa ancora piena della soluzione vaccinale»: così ha spiegato in sede di denuncia.

Il medico non ha subito puntato il dito, «ho dissimulato la mia contrarietà, per non agitarlo e metterlo nelle condizioni di fare ammissioni”. L’odontoiatra ha così scoperto nel corso di conversazioni registrate la rete dietro l’infermiere: «ho considerato più importante capire quante persone fossero coinvolte in questo piano, piuttosto che interromperlo».

Cosa che poi è avvenuta, dopo la raccolta di prove considerate schiaccianti, grazie al suo prezioso ruolo.