CASSINO – Andrea Cavallari, uno dei responsabili della strage della Lanterna Azzurra a Corinaldo in cui morirono sei persone nel 2018 e condannato in via definitiva a 11 anni e 10 mesi di reclusione, ha appiccato il fuoco nel carcere San Domenico di Cassino per poi aggredire due agenti della Polizia penitenziaria. Lo ha denunciato il Sappe, il sindacato della Polizia penitenziaria. L’anno scorso, lo stesso Cavallari si era reso protagonista di una clamorosa evasione, approfittando di un permesso per discutere la tesi di laurea, mentre scontava la pena alla Dozza di Bologna.
Stavolta, secondo quanto riferisce l’organizzazione sindacale, il 26enne ha prima appiccato il fuoco ad uno sgabello in dotazione alla cella, provocando una rapida propagazione del fumo all’intero primo piano del reparto isolamento. Per garantire la sicurezza dei presenti e scongiurare conseguenze ancora più gravi, la Polizia penitenziaria ha avviato subito le procedure di emergenza, trasferendo i detenuti nelle aree passeggio. Proprio durante queste operazioni, l’autore della strage di Corinaldo ha improvvisamente aggredito un giovane agente, in servizio da pochi giorni, colpendolo con pugni e schiaffi. Successivamente, all’arrivo di un collega più esperto intervenuto in suo soccorso, il detenuto ha afferrato una gamba di tavolo prelevata dalla cella e si è scagliato contro il poliziotto, colpendolo ripetutamente alla schiena e alle gambe con estrema violenza. I due poliziotti sono stati immediatamente soccorsi e poi refertati: ne avranno rispettivamente per cinque e sette giorni. Il Sappe ha espresso solidarietà ai colleghi aggrediti.



