La Sezione regionale di Controllo della Corte dei Conti ha dichiarato parificato il Rendiconto generale d’esercizio della Regione Marche per il 2025. La decisione della Corte, presieduta da Nicola Carloni, al termine dell’udienza che si è svolta alla Loggia dei Mercanti di Ancona. Presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il vice presidente Enrico Rossi e il presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui.
Nella relazione, i giudici formulano però diversi richiami alla Regione per le liste d’attesa in sanità, il rapporto con la società partecipate o enti strumentali, le opere Pnrr di cui è attuatrice. Per la sanità, che rappresenta il 76% della spesa regionale (circa 3,8 miliardi di impegni) la Corte ravvisa l’aumento di prestazioni inevase nonostante il raggiunto target del 90% di eseguite nei tempi, una crescita della mobilità passiva (da -48,69 a -52,95 milioni). Presupposti che inducono La Corte a segnalare l’importanza per la Regione di mettere in campo alcune azioni.
Sul fronte partecipate/enti strumentali, i giudici evidenziano che “all’istituzione di tali organismi non sembra corrispondere una riduzione del costo del personale dell’amministrazione regionale”, e invita la Regione a osservare i vincoli di finanza pubblica e i principi generali che governano il buon andamento della pubblica amministrazione, garantendo al contempo un’oculata gestione dei fondi pubblici e un’effettiva utilità dper la collettività amministrata”.
Quanto al Pnrr – la Regione attua 849 interventi per 677,11 milioni di euro – il dato medio degli impegni – esclusa la Missione 6 – si attesta al 49,6%: “malgrado l’importante incremento (+30% rispetto al 2024), il livello di avanzamento risulta ancora significativamente contenuto rispetto agli obiettivi programmati, tenuto conto che a pochi mesi dalla conclusione del programma risultavano impegni solo per la metà delle risorse Pnrr assegnate”.


