Dammi le password, mandami la posizione, devi rispondere subito. Così lo smartphone diventa strumento di controllo, una scatola nera per monitorare le vittime ancora di più in un’oppressione che non conosce tregua. È il quadro che emerge dal convegno “VIOLENZA DI GENERE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: RICONOSCERE I RISCHI, COSTRUIRE BUONE PRATICHE” ospitato nella sala del Consiglio comunale di Ancona.


