Ieri l’autopsia sul corpo di Oleksandr Muravskyi, morto la scorsa domenica mattinata in ambulanza durante il trasferimento al Pronto soccorso di Senigallia: il 35enne, in vacanza in Italia con la famiglia a Rimini, si era reso protagonista di manovre pericolose al volante di una Bmw tra il Pesarese e Senigallia, aveva tentato la fuga dai carabinieri ad alta velocità e poi a piedi, ed era stato bloccato dopo una colluttazione con i militari che avevano utilizzato anche il Taser.
Secondo le prime risultanze non emergerebbero traumi interni, confermati solo segni da contenimento. Le indagini si concentrano ora sugli esami tossicologici i cui esiti arriveranno nelle prossime settimane e sull’ipotesi di una reazione avversa al sedativo o a farmaci somministrati dai sanitari accorsi sul posto.



