L’inverno caldo rischia di mettere in ginocchio anche gli operatori turistici della montagna marchigiana e in generale dell’Appennino centrale.

L’assenza di precipitazioni nevose impone la chiusura degli impianti sciistici e “se la neve non arriverà entro pochi giorni avremo la stagione completamente compromessa con gravi perdite economiche”, spiega Francesco Cangiotti, l’amministratore della Società funivie Bolognolaski che gestisce anche gli impianti di Frontignano di Ussita (Macerata), recuperati di recente dai danni causati dal sisma.

“Le temperature restano per tutto l’arco della giornata sopra lo zero termico e questo – spiega ancora Cangiotti – non consente di attivare l’innevamento programmato, nonostante quest’anno abbiamo acquistato un nuovo cannone spara neve. Se continuerà a non nevicare saremo costretti a chiedere lo stato di emergenza e quindi degli aiuti economici”. 

Occhi puntati al cielo allora, e orecchie tese verso le previsioni meteo. Secondo gli esperti di 3BMeteo nella seconda metà di gennaio potrebbe verificarsi l’avvio di una fase più affine ai canoni invernali. In particolare, dall’8 gennaio potrebbe aprirsi una fase più dinamica e a tratti più fresca sull’Italia. le aree più soggette a possibili piogge potrebbero essere quelle tirreniche e del Centro-Sud, mentre al Nord potrebbero verificarsi episodi di Foehn. Per quanto riguarda il contesto termico si dovrebbe restare sempre in media o leggermente sopra. Quindi ancora attesa e pazienza.