CIVITANOVA – “Asfissia violenta con concomitante shock emorragico interno”. è questa la causa della morte di Akila Ogorchukwu, dopo l’autopsia svoltasi ieri sul corpo dell’ambulante nigeriano, ucciso venerdì scorso a Civitanova da Filippo Ferlazzo.

Di certo si sa che tra l’aggressione e la constatazione della morte è passata quasi un’ora. A dirlo è il gip Claudio Bonifazi nell’ordinanza con cui è stata confermata la misura cautelare in carcere per il 32enne campano accusato dell’omicidio. E lo stesso Ferlazzo durante l’interrogatorio di garanzia, ammettendo di aver aggredito Alika, ha aggiunto: “Era vivo quando sono andato via”. Ferlazzo dovrà dunque rispondere di omicidio volontario aggravato da futili motivi e rapina.

Alle 14.11, dice ancora il gip, è stato fermato dagli agenti del commissariato su indicazione di un testimone. E “all’atto del controllo e prima ancora di declinare le proprie generalità”, il 32enne ha consegnato “a uno degli agenti un cellulare nero, riferendo che era di proprietà di una persona che aveva picchiato poco prima”, si legge sempre nell’ordinanza. Nel frattempo altri poliziotti e sanitari hanno soccorso la vittima, e “nonostante le manovre rianimatorie poste in essere dallo stesso personale di polizia e sanitario”, dice ancora il gip nell’ordinanza ne “veniva constatato il decesso alle ore 15”.  

Prevista per stasera a Civitanova a partire dalle 21:00 in piazza XX settembre il sit in voluto da sindacati e associazioni Sabato 6 agosto invece alle 14 si svolgerà un’altra manifestazione per la pace e per esprimere vicinanza alla famiglia di Alika. Ieri dalla Procura è arrivato il nulla osta per il funerale del 39enne, ma la data ancora non è stata fissata. Si attende infatti l’arrivo in Italia dalla Nigeria di altri parenti di Alika, alcuni dei quali avrebbero bisogno del visto. La famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Mantella, ha comunque deciso che il 39enne sarà sepolto a San Severino. E il segretario del Pd Enrico Letta ha già fatto sapere che parteciperà al funerale.