ANCONA – Tre persone saranno processate per l’incendio che il 16 settembre 2020 distrusse i capannoni della ex Tubimar nel porto di Ancona. Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio dell’amministratore della Frittelli Maritime Agency, accusato di incendio colposo e violazione delle norme di sicurezza sul lavoro, poiché il rogo sarebbe partito dai capannoni da lui gestiti, sebbene le cause precise non siano state chiarite.

Secondo la Procura, all’interno dei capannoni erano presenti materiali infiammabili in modo non autorizzato o in quantità eccessiva, mentre il sistema antincendio risultava inadeguato. Insieme a lui, saranno giudicate anche le amministratrici di Adriatic Service Enterprise e Cpn, aziende che occupavano altri capannoni coinvolti nel rogo. In questo caso, l’accusa riguarda omissioni relative alla prevenzione degli incendi, senza un legame diretto con l’origine delle fiamme.

La Adriatic Service Enterprise, rappresentata dall’avvocato Riccardo Leonardi, si è costituita parte civile contro l’imputato principale, richiedendo un risarcimento di 13 milioni di euro. L’Autorità Portuale ha avanzato una richiesta di 22 milioni, mentre la società proprietaria dell’impianto fotovoltaico distrutto chiede 15 milioni. La prima udienza è fissata per il 5 febbraio.