ANCONA – E’ il castello Nidastore di Arcevia (Ancona) con 11.153 preferenze il monumento più votato delle Marche nella 12/sima classifica del Fai ‘I luoghi del cuore’ (221 in tutto quelli candidati), che raccoglie ogni anno le adesioni del pubblico per tutelare e valorizzare in tutta Italia siti storici e artistici con progetti di restauro.
Seguono la chiesa e il chiostro di Sant’Angelo Magno ad Ascoli Piceno (6.996 voti) e il Palazzo del Marchese del Grillo a Fabriano (Ancona) con 4.357 voti. In quarta posizione l’affresco della Madonna della Pietà nell’omonima chiesa di Acquaviva Picena, con 3.590 voti.
Edificio di forma allungata, il castello di Nidastore, nella valle del fiume Nevola, deve il suo nome agli astori, falchi usati nella caccia nel Medioevo. Costruito presumibilmente intorno al 1200, presenta attualmente una struttura rimaneggiata nel 1400 con una cinta muraria ben conservata su cui poggiano abitazioni e palazzi con portali cinquecenteschi e seicenteschi. Il suo cuore religioso è la chiesa di San Sebastiano che custodisce una crocefissione cinquecentesca.
Sant’Angelo Magno, donato nel 1218 dall’imperatore Ottone II al vescovo della città, fu prima sede delle monache benedettine e poi delle clarisse, fino al 1460, quando le religiose furono obbligate a trasferirsi lasciando il posto ai monaci olivetani. Dopo un breve passaggio ai camaldolesi nel 1830, il complesso fu soppresso e passò quindi al neonato Regno d’Italia nel 1861. Gravemente danneggiata dal sisma del 2016, la chiesa, chiusa da allora, era tornata al centro dell’attenzione cittadina nel 2018 proprio grazie al censimento “I Luoghi del Cuore”, quando fu votata da quasi cinquemila persone.
Dal censimento è partito l’iter, lungo e complesso, conclusosi con l’approvazione di un progetto esecutivo, che porterà a restituire la chiesa alla città, ponendo in particolare l’attenzione sul chiostro seicentesco, decorato da 36 lunette che narrano la Vita di San Benedetto, in un ricco ciclo affrescato anch’esso bisognoso di restauro. Il Palazzo del Marchese del Grillo, nel cuore antico di Fabriano (Ancona), tra le vie strette di Castelvecchio, conserva intatto il fascino aristocratico del passato. Apparteneva all’eccentrico Onofrio Del Grillo, nobile realmente esistito e reso celebre dal cinema con l’interpretazione di Alberto Sordi, e testimonia secoli di storia familiare e urbana. Acquistato nel XVII secolo dai Del Grillo, custodisce scaloni scenografici, cucine con camini monumentali e ambienti nobiliari affacciati sul Palazzo del Podestà. Negli spazi retrostanti si trovavano un pozzo, una neviera e le stalle per cavalli e carrozze. Nonostante il valore storico e architettonico, il sito resta oggi poco conosciuto e bisognoso di valorizzazione culturale.
Infine il cinquecentesco affresco della Madonna della pietà, con una straordinaria Madonna dai lunghi capelli biondi sciolti, avvolta da un manto celeste che regge il corpo del Figlio con una forza materna intensa e inusuale. La scena, completata da due angeli e un cielo stellato, presenta tratti unici nel panorama dell’arte sacra. Ma l’opera versa in gravi condizioni a causa dell’umidità e della mancata manutenzione, rischiando di perdere per sempre i dettagli che rendono questo affresco, oggi visibile solo in rare occasioni, un caso eccezionale, che necessita però di restauri urgenti.



