ANCONA – Dal punto di vista delle Marche, le novità da registrare nell’ambito della vertenza Beko Europe sono minime al termine dell’incontro odierno del tavolo tecnico tra i rappresentanti della newco turco/americana e i sindacati di categoria Fim, Fiom, Uilm e Ugl, nazionali e regionali, svoltosi nella sede del ministero delle Imprese e Made in Italy.
Sugli esuberi degli impiegati sono state recuperate venti postazioni nelle funzioni regionali, mentre sulla ricerca e sviluppo non è stato fatto alcun passo in avanti. Tradotto per Fabriano (Ancona), dove si concentrerebbero i maggiori tagli dei ‘colletti bianchi’, si rimane sempre intorno a quota 200/210 esuberi. È ancora in valutazione la assegnazione a Comunanza (Ascoli Piceno) di una nuova produzione, ma restano un centinaio di esuberi sul tavolo.
Il sindaco Ghergo: “Un altro terremoto per Fabriano” – VIDEO
“Fabriano sta vivendo un altro terremoto, questa volta sociale ed economico ma dagli effetti potenzialmente devastanti – il commento della sindaca Daniela Ghergo -. Le crisi Beko e Fedrigoni hanno un impatto importante sulla città. Oggi dal Ministero delle Imprese non sono arrivati segnali confortanti sulla vertenza Beko, l’azienda non sembra recedere rispetto al numero di lavoratori in esubero che sono stati annunciati settimane fa. Ciò che ha maggiormente ferito Fabriano in questi giorni è stato apprendere che il gruppo Fedrigoni, dopo aver chiuso lo scorso dicembre la società Giano 1264 lasciando a casa decine di lavoratori, motivando la scelta con la perdita di profitto ingenerata dalla produzione di carta da ufficio, ha poi concesso l’uso del marchio Fabriano per far produrre la medesima carta ad una società tedesca, che, evidentemente, da tale produzione i profitti li ricava. Non siamo disponibili a subire le conseguenze di scelte scellerate che avvengono a vantaggio di imprese straniere senza che le istituzioni governative e regionali siano state finora in grado di porre argini o condizioni”.
L’assessore Aguzzi su Fedrigoni: “Chiediamo garanzie”
“Vorremmo garanzie di correttezza e legittimità riguardo all’operazione messa in atto dal gruppo Fedrigoni. “Ho immediatamente contattato la dirigenza chiedendo di anticipare l’incontro già previsto per il 27 marzo e informerò della situazione il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per valutare se necessario riaprire la trattativa a livello nazionale. Rimango molto stupito e amareggiato”.




