ANCONA – La qualità dell’aria nelle Marche è buona evidenzia il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente nel rapporto annuale. Rispettati i limiti annuali per il Pm10 per una concentrazione media di 40 microgrammi per metro cubo annui, tenendo presenti i valori delle 15 centraline, nelle Marche i valori sono compresi da un minimo di 17 (Macerata e Civitanova Marche) a un massimo di 30 (Ancona stazione e Chiaravalle).
Permangono gli sforamenti giornalieri, ma anche in questo caso, al di sotto del massimo consentito, 35 giorni annui.
Gli sforamenti maggiori a Pesaro e Fano, rispettivamente 27 e 26 giorni oltre il limite; i minori a Ripatransone (Ascoli Piceno) e Macerata, 5 e 4. Risultano nella norma i livelli di particolato atmosferico fine Pm2,5 (25 microgrammi per metro cubo è il valore limite consentito), come evidenziato dai dati delle 13 centraline marchigiane esaminate, con valori compresi tra 5 e 7 (Montemonaco e Ripatransone) e 17 (Fano e Falconara Marittima).
Ottimi i dati per le concentrazioni di biossido di azoto (concentrazione media di 40 microgrammi per metro cubo annuo) monitorata dalle 17 centraline, con valori compresi tra un minimo di 3 e 6 (Montemonaco e Genga), a un massimo di 25 e 24 (Jesi e Ancona stazione), con nessuna giornata di sforamento.
Per quel che riguarda la situazione dell’ozono, infine, in linea con l’andamento nazionale, situazione più critica per quel che riguarda l’obiettivo a lungo termine, con molti giorni di sforamenti: minimo 4 (Chiaravalle e Falconara), massimo 65 a Montemonaco e 45 a Genga. Nel report si specifica che la Direttiva europea approvata di recente e che entrerà in vigore dal 2030 prevede livelli molto più stringenti degli attuali anche nelle zone dove attualmente i limiti di legge sono rispettati, “occorre mettere in atto azioni a breve-medio termine che riducano ulteriormente le emissioni”, conclude il Snpa




