MONTE URANO – Venerdì 21 aprile, alle 20 in punto, centinaia di palloncini bianchi si leveranno in cielo dalle Marche, dalla Puglia e da tutta Italia per chiedere giustizia umana oltre che – per chi ha fede – conforto divino, affinché sia fatta piena luce sulle cause e sulle responsabilità della morte di Giuseppe Lenoci, lo studente deceduto a febbraio del 2022 in un incidente stradale avvenuto mentre era impegnato in un progetto di alternanza scuola-lavoro.

Perché il 21 aprile? “Perché quel giorno Giuseppe avrebbe compiuto 18 anni. Un traguardo a lui negato, per una tragedia che si sarebbe potuta e dovuta evitare, verificatasi per cause non ancora chiarite del tutto dalla magistratura inquirente”, dichiara la zia Angela in un comunicato stampa. Giuseppe, figlio di una coppia originaria di Canosa di Puglia, abitava con la famiglia a Monte Urano, in provincia di Fermo. Quella mattina di 14 mesi fa perse la vita mentre viaggiava su un mezzo dell’azienda titolare del progetto di alternanza, a circa 100 chilometri da casa.

“La famiglia Lenoci ha diritto che venga accertata la verità, fino in fondo”, aggiunge la zia Angela che – in questi mesi – ha sempre riferito di “aver perso un figlio, più che un nipote: Giuseppe era amore puro. Gli devo giustizia e fino a che avrò forza continuerò a battermi per lui”.