ROMA – Ci sono volute 30 ore di confronto serrato al Mimit per raggiungere l’intesa sul nuovo piano industriale di Electrolux: si prevede una produzione di tre milioni di pezzi annui a fine piano, confermando il ruolo strategico degli stabilimenti italiani. Rispetto ai 1719 esuberi inizialmente annunciati dall’azienda, il nuovo piano prevede un massimo di 902 uscite da gestire esclusivamente su base volontaria e incentivata, con il sostegno degli ammortizzatori sociali. Sul piano produttivo, a Porcia si amplia il portafoglio prodotti, consolidando le produzioni di lavatrici e lavasciuga su entrambe le piattaforme. Confermati anche gli investimenti e le prospettive produttive degli stabilimenti di Susegana, Solaro e Forlì.

Per Cerreto d’Esi si è stabilito il mantenimento dell’attuale produzione durante tutta la fase di transizione, fino al subentro di una soluzione industriale alternativa, evitando che lo stabilimento venga progressivamente svuotato prima che sia individuato un nuovo soggetto industriale. L’accordo prevede inoltre il rinnovo, entro il mese di novembre, del contratto di solidarietà difensiva, con un utilizzo massimo dell’ammortizzatore sociale al 40%, percentuale che si potrà ridurre in funzione delle eventuali uscite e delle esigenze tecnico-organizzative. È previsto un programma di incentivazione all’esodo rivolto a operai, impiegati e quadri, attraverso procedure non oppositive, con l’obiettivo di accompagnare le eventuali uscite volontarie. Electrolux si è impegnata ad attivare un advisor esterno, incaricato di ricercare e verificare possibili nuovi investitori, sostenendo così una transizione ordinata verso un nuovo progetto industriale. Parallelamente, anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in accordo con l’azienda e la Regione, si impegna a promuovere ulteriori attività di scouting per individuare un valido soggetto re-industrializzatore. Un ulteriore elemento di rilievo è l’attivazione di un tavolo nazionale dedicato alla reindustrializzazione, al quale parteciperanno le istituzioni nazionali e regionali. La prima convocazione è prevista entro marzo 2027, con successive riunioni a cadenza trimestrale, con la finalità di accompagnare e monitorare il percorso e arrivare a un’intesa. 

“Difendere il lavoro significa creare le condizioni perché le imprese continuino a produrre e investire in Italia. È quanto ha fatto il nostro Governo con Electrolux ed è ciò che chiediamo all’Europa per l’intero settore: ora agli impegni della Commissione devono seguire misure concrete”, ha sottolineato il ministro Adolfo Urso. 

Il commento del sindaco di Cerreto d’Esi David Grillini

“L’accordo rappresenta un passaggio importante perché mette al centro la continuità delle attività lavorative e produttive, la tutela dei lavoratori e soprattutto la prospettiva di una reindustrializzazione per Cerreto al di fuori del perimetro Electrolux. La partita non è ancora conclusa. L’obiettivo deve essere quello di arrivare alla reindustrializzazione mantenendo integro il più possibile il patrimonio umano e professionale dello stabilimento, perché senza lavoratori, competenze e capacità produttiva non può esserci una vera ripartenza industriale. L’accordo è un passo avanti. La vera sfida, da domani, sarà trasformare questo accordo in una nuova prospettiva di lavoro e di futuro per Cerreto e per tutte le famiglie coinvolte”.