ANCONA – Ancona si conferma tra le città più virtuose d’Italia sul caro vita. Secondo l’elaborazione dell’Unione Nazionale Consumatori sui dati Istat di giugno, il capoluogo marchigiano si piazza al secondo posto tra i comuni con l’aumento minore della spesa annua per una famiglia media: +537 euro, con un’inflazione tendenziale del 2,3%. Solo Brindisi, con +459 euro, fa meglio.
Il quadro cambia per le altre province marchigiane. Macerata è tra le città più penalizzate: con un’inflazione del 3,9% – la seconda più alta d’Italia a pari merito con Verona – la spesa aggiuntiva sale a 851 euro, ventiduesima posizione nella classifica nazionale. Va meglio ad Ascoli Piceno, che con un’inflazione del 3% registra un rincaro di 655 euro a famiglia. Per Fermo e Pesaro il report dell’Unc non riporta dati specifici.
A livello regionale, le Marche si collocano al quindicesimo posto tra le regioni più care, con una spesa aggiuntiva di 656 euro e un’inflazione del 2,9%, sostanzialmente in linea con la media nazionale, ferma a 758 euro e al 3%.



